Libri di Colucci Massimiliano
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La mela e altri peccati poco originali Colucci Massimiliano - Il Poligrafo, 2017 - Poligrafie
Un giornalista dalla scrittura ben poco giornalistica; una famiglia dove ognuno accudisce il proprio segreto come se fosse un tesoro; un grande magazzino in cui si vende un unico prodotto, perturbante e rassicurante allo stesso tempo. E ancora: bambine divorate; medici alle prese con incomunicabilità intergenerazionale; immigrati lettori di Dumas... Sempre in bilico tra vita e letteratura, i racconti di Massimiliano Colucci mostrano un raro caso di telepatia: il pensiero dello scrittore si fa idea e l'idea si incarna in una lingua dallo stile talmente puntuale e coerente che si incide nell'immaginazione del lettore, tornando a essere pensiero attivo. I piccoli, banali, corrosivi peccati che ogni giorno sfuggono agli esseri umani, i peccati di tutti i giorni, che commettiamo senza farci caso, sono descritti in questo libro con uno spirito chirurgico ma non spietato, ironico ma non crudele, attraverso uno sguardo che ci abbraccia tutti, senza lasciar fuori nessuno.
A bordo campo. Saggio sulla pedagogia sportiva Coluccio Massimiliano - Booksprintedizioni, 2022
L'autore si è posto più volte la domanda "chi me lo fa fare?". Eppure non ha trovato risposta. Tuttavia questa domanda gli ha permesso di rivivere appieno l'esperienza trascorsa nell'ambiente sportivo: da giovane calciatore, istruttore, genitore e responsabile di un settore giovanile di calcio, senza la presunzione di insegnare nulla, conscio di non essere risolutore dei problemi sportivi. Il testo richiama l'attenzione sull'attività sportiva vista da un punto di vista diverso da quello che un genitore, un atleta, un allenatore o un dirigente sportivo è solito avere. In effetti, non si ha l'abitudine di osservare l'evento sportivo sotto il profilo educativo, né ci si rende conto di quanti siano i benefici che il calcio possa offrire. Prendere a calci un pallone è qualcosa di meraviglioso: tanto più per dei bimbi che hanno il sogno d'imitare i grandi campioni. Perché il calcio è un ottimo modo di rapportarsi con se stessi e socializzare con gli altri. Del resto i bambini vivono in un mondo tutto loro, semplice e al contempo fantastico: sono piccoli ma hanno un cuore immenso; sono in grado di trasmettere felicità e gioia con un sorriso. Hanno una luce limpida negli occhi, voglia di scoprire, vivere, a differenza degli adulti. Dovremmo osservarli con più attenzione, facendoli sentire parte integrante di una squadra che li apprezza, riconoscendo l'importanza di ciascuno. Sarebbe bello somigliare a quei piccoli: mostrarsi nella pura semplicità, non affannarsi per la propria immagine fisica. Perché i bambini sono liberi di esprimere la voglia di correre, divertirsi, relazionarsi. E, poi, il processo di crescita passa dalla pratica sportiva: è inevitabile. Errato, quindi, trascurare le loro necessità, soprattutto nella fase pre-adolescenziale, poiché in quel tempo siamo noi a dettare le regole; mentre loro le subiscono. Eppure è indubbio che ogni adulto possieda altrettante emozioni, come Peter Pan, che vive in un mondo in cui non conta il colore della pelle, la diversità culturale o religiosa, essere belli, brutti, simpatici, antipatici. Adulti che, perciò, non pensano al passato e non si affannano per il futuro. E queste sono le sensazioni che provano soprattutto quando giocano a calcio... Uno sport che tante e tali emozioni concede. Il libro si legge proprio come una partita: inizia col riscaldamento.
Poco meno degli angeli. Tre racconti di corsia Colucci Massimiliano - Cleup, 2010 - Narrativa
"È tardi. Ed è assurdo, lo so. Ma ti accarezzo e ti bacio, e rimango qui. Non so darti altra risposta." Si conclude in resa l'interrogativo di Poco meno degli angeli: il protagonista, un medico, è incapace di ricostruire un ponte di senso tra terra e cielo, tra umanità e divinità assente, che gli garantisca una redenzione. Di fronte all'inspiegabilità di una sofferenza esistenziale, forse unica rimane, allora, la possibilità dell'amore. Diverso il tema de "L'ombra nella carne", che guarda direttamente al mistero della morte, mentre in "La fiera delle vanità" si spalanca un sorriso autoironico e irriverente sulle disavventure di uno studente di medicina. Tre racconti "scritti in corsia", durante i tirocini: un'occasione per raccogliere un riflesso della natura umana, al tempo stesso tragica e comica.