Libri di Baronetto Matteo
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Cucina piemontese contemporanea Baronetto Matteo - Edt, 2021 - Varia. Food
Ci voleva Matteo Baronetto, uno dei cuochi più sensibili d'Italia, per toccare con rispetto e umiltà uno dei grandi patrimoni gastronomici del pianeta e renderlo contemporaneo. Con la consapevolezza che la cucina piemontese non si riscrive. Si attualizza. E si tramanda. - Il primo libro di uno dei più grandi cuochi italiani - La cucina piemontese è ricca di icone amatissime: il vitello tonnato, l'insalata russa, gli agnolotti - Il progetto fotografico di Davide Dutto. Prefazione Fulvio Pierangelini.
Iconiche similitudini-Iconic similarities. Ediz. multilingue. Vol. 1 Baronetto Matteo - Maretti Editore, 2022
32 piatti accompagnati da altrettante illustrazioni a cura di Maretti Editore e Matteo Baronetto. Edizione limitata di soli 350 esemplari numerati e firmati da Chef Baronetto. I suoi menu degustazione, chiamati "Similitudini", nascono da una riflessione, dal piacere di osservare e percepire persone, cose, profumi e sapori. Nasce dalla reinterpretazione del concetto di similitudini (similes cum similibus), dalla scoperta di ingredienti che, in cucina come in natura, si assomigliano nell'aspetto e nella consistenza, e si armonizzano e si esaltano se combinati.
Cucina piemontese contemporanea Baronetto Matteo - Edt, 2026 - Varia. Food
La cucina piemontese è una delle più amate: l'insalata russa e gli agnolotti, la bagna cauda e il fritto misto, il gran bollito e i tajarin. Il motivo di questa fortuna è un incrocio che si verifica di rado: non solo i migliori prodotti - le carni e i formaggi, il tartufo e il Barolo -, ma una tradizione popolare che nei secoli s'è intrecciata con quella delle tavole di corte, con le influenze francesi. Dunque la cucina piemontese è verace ma tecnica, golosa ma raffinata, così come risulta già in Cucina borghese semplice ed economica, il manuale scritto nel 1873 da Giovanni Vialardi, il quale fino a vent'anni prima era stato cuoco dei Savoia. A più di centocinquant'anni da quel titolo, il cuoco Matteo Baronetto sancisce il passaggio dal moderno al contemporaneo. Baronetto sa bene cosa voglia dire confrontarsi con la Storia: dal 2014 al 2025 ha condotto Del Cambio, il ristorante fondato a Torino nel 1757, quello preferito da Camillo Benso Conte di Cavour, uno dei locali più storici e belli al mondo. Ci voleva uno dei cuochi più sensibili d'Italia per toccare con rispetto un tale patrimonio gastronomico e renderlo attuale. Con la consapevolezza che la cucina piemontese non si riscrive. Si attualizza. E si tramanda.