Libri di Alessandro Maurini
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Aldous Huxley. Il pensiero politico di un uomo di lettere Maurini Alessandro - Accademia University Press, 2021
Dietro la nota e riconosciuta abilità letteraria di Aldous Huxley (1894-1963), c'è un pensiero politico con solide basi filosofiche che lo definisce, oltre che come uomo di lettere, come un pensatore politico che usa la letteratura per esprimersi: il contributo della sua riflessione alla storia del pensiero politico è notevole almeno quanto quello dato alla storia della letteratura. Quello di Huxley è un pensiero politico originale che da una parte, soprattutto nella ricerca di un varco tra le grandi ideologie del Novecento, è rappresentativo della sua epoca, ma dall'altra, soprattutto nel suo manifesto politico senza dubbio più riuscito, cioè Mondo nuovo, ha una tremenda e per certi versi sconcertante attualità. Paradigma dei nodi irrisolti del liberalismo contemporaneo, la distopia di Huxley ha tutt'altro che esaurito la sua spinta antiutopica: resta un insuperato manifesto della difesa della libertà individuale e dell'unicità biologica dell'individuo contro le possibili degenerazioni totalitarie delle nostre liberaldemocrazie, in questo secolo di rivoluzione biotecnologica tra neuroscienza, ingegneria genetica e neurofarmacologia. Per questo motivo, oggi più di ieri e domani più di oggi il fantasma del Mondo nuovo di Huxley è destinato ad aggirarsi e a incombere sul dibattito liberaldemocratico contemporaneo.
Created equal. La rivoluzione mancante alle origini degli Stati Uniti d'America. Con tutte le carte del processo costituzionale americano (1776-1791) Maurini Alessandro - Edizioni Di Storia E Letteratura, 2021 - Studi Storici E Politici
La "Declaration of Independence" (1776) non sancì solo il right of revolution delle colonie inglesi contro la madrepatria, ma fu anche il manifesto del rivoluzionario linguaggio e del rivoluzionario progetto costituzionale dei natural rights of man in cui il costituzionalismo illuminista americano e quello europeo si unirono sotto un'unica stella in una influenza reciproca. Che ne fu di quel linguaggio e di quel progetto nel processo costituzionale americano (1787-1791), primo banco di prova della costituzionalizzazione di quei diritti? Riscrivere la storia delle origini degli Stati Uniti rintracciando nel dibattito pubblico e istituzionale quelle tracce lessicali e quel bagaglio concettuale significa raccontare una appassionata e gloriosa lotta andata perduta. Significa parlare di una rivoluzione mancante, perché mancata rispetto a quelle premesse. Significa sciogliere il nesso storiografico della Rivoluzione americana tra la Declaration, manifesto della rivoluzione illuministica dei natural rights of man, e la Constitution, controrivoluzionaria rispetto all'eversivo linguaggio e all'eversivo progetto che avevano presieduto alla sua nascita. Inoltre, quei diritti acquistano una dimensione attuale nel dibattito sui diritti umani contemporanei in cui si tende a mettere in dubbio il loro fondamento storico.