Libri di Mecucci
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Curare la sanità. Umbria: bilanci, analisi, proposte Mecucci G. (Cur.) - Francesco Tozzuolo Editore, 2025
Questo quaderno raccoglie analisi e proposte per rilanciare la sanità umbra, affetta da spesa insufficiente, invecchiamento della popolazione, carenze di personale e arretratezza tecnologica. La nuova giunta regionale ha avviato un confronto per un nuovo piano sanitario. I saggi evidenziano la necessità di investire in ricerca, rafforzare i legami con l'università, migliorare l'integrazione pubblico-privato e sviluppare una rete territoriale più efficiente. Si sottolineano ritardi nell'uso dell'intelligenza artificiale, nella digitalizzazione e nella realizzazione delle Case di Comunità. Centrale anche la questione della salute mentale e il ruolo del Terzo settore. Il quaderno intende stimolare un dibattito culturale ampio per una sanità moderna, equa e capace di rispondere ai cambiamenti sociali.
Passaggi. L'Umbria nel futuro. Rivista semestrale di società e cultura (2017). Vol. 1: Convivere col terremoto. Progetti per ricostruire contro il rischio di abbandono Mecucci G. (Cur.) Ranieri R. (Cur.) - Morlacchi, 2017
Le zone dove si è verificato terremoto del 2016 sono ad alto rischio sismico. Non sappiamo fra quanti anni (20 o 50), ma purtroppo nel Centro Italia appenninico è probabile che si verifichino altre scosse di intensità simile. È chiaro insomma che occorre imparare a convivere col terremoto. In questo numero della rivista Padre Martino Siciliani, direttore dell'Osservatorio sismologico Bina di Perugia, fa un'accurata analisi dei rapporti che intercorrono fra le scosse recenti e quelle del passato: una mappa che si estende nel tempo e nello spazio. Stabilisce poi quali sono in Umbria le zone ad alto rischio e quelle a basso rischio, mentre il geologo Luca Venanti definisce il sisma del 2016 "normale".
Le ambiguità del pacifismo Mecucci Gabriella - Minerva Edizioni (Bologna), 2011
Era una luminosa giornata di settembre del 1961 quando quindicimila persone percorsero i 21 chilometri che distano fra Perugia e Assisi. La prima marcia della pace fu l'atto di fondazione del pacifismo italiano. In testa a quel lungo serpentone c'era l'animatore e l'inventore di quella manifestazione: il filosofo nonviolento Aldo Capitini. Con lui giovani e intellettuali (da Bobbio a Calvino), rappresentanti dei partiti anche se non tutti aderirono, vedi la Dc e intere famiglie operaie e contadine col vestito buono e i loro bravi cartelli. Non che prima di allora non ci fossero stati gruppi pacifisti: c'erano i sedicenti partigiani della pace, figli del Pci, e alleati di Mosca, c'erano piccole aggregazioni di nonviolenti. Ma il 24 settembre del 1961 nacque il pacifismo come movimento di massa. Un buon esordio, ma subito dopo iniziarono scontri e strumentalizzazioni. Capitini, ghandiano doc non riuscì ad organizzare una seconda marcia Perugia-Assisi, paralizzato dai veti incrociati. L'iniziativa rispuntò dieci anni dopo la sua morte con caratteristiche profondamente diverse. Con alcune luci e tante ombre. Ne nacque un movimento largamente egemonizzato dal Pci. Silenzioso verso le violazioni dei diritti umani nell'Est comunista e caratterizzato da un forte spirito antiamericano: manifestò contro gli euromissili degli Stati Uniti, ma non proferì verbo contro gli SS20 sovietici che erano stati istallati prima della decisione di Carter di mettere i Pershing e i Cruise in Europa.