Libri di Merotto
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La fabbrica rovesciata. Comunità e classi nei circuiti dell'elettrodomestico Merotto Graziano - Deriveapprodi, 2015 - Labirinti
Questo libro ripercorre le vicende degli occupati delle fabbriche dell'elettrodomestico sorte nel secondo dopoguerra nell'area veneto-friulana. Protagonisti di questa storia sono operai, tecnici ed ex dirigenti appartenenti alle due generazioni di lavoratori che si sono succedute tra Zoppas e Zanussi fino all'assorbimento nella multinazionale svedese Electrolux. Sullo sfondo delle profonde ristrutturazioni industriali, si ripercorre l'evoluzione del mondo del lavoro in un'area che è una delle più rilevanti concentrazioni operaie del Nord. In un paio di decenni, infatti, oltre 10.000 ex contadini fanno esperienza del lavoro ossessionante alle catene di montaggio, fino all'"autunno caldo" del '69 che modifica radicalmente il nuovo ordine del neocapitalismo che si era affermato nelle fabbriche del "sior" Zoppas. Gli anni Settanta mostrano la crisi produttiva ed economica, le manifestazioni di autonomia operaia e le fratture tra le maestranze e la dirigenza che finiscono con il travolgere la grande impresa. Si assiste poi, alla metà degli anni Ottanta, allo smembramento della comunità operaia protagonista del ciclo di lotte dei decenni precedenti. La nuova proprietà modifica la composizione della forza-lavoro occupata con l'assunzione di giovani operai in possesso di livelli di istruzione superiori.
La bambola di pezza Merotto Giuliana - L'autore Libri Firenze, 2000 - Piccola Biblioteca 80
La bambola di pezza - L'Autore Libri Firenze
Albino Luciani. Vescovo della diocesi di Vittorio Veneto (1959-1970) ha vissuto e attuato con prudenza ed energia il Concilio Vaticano II Merotto G. (Cur.) - De Bastiani, 2026
Il Vescovo Mons. Albino Luciani, salutando con la lettera del 2 gennaio 1970 i diocesani, si scusò perché egli del Concilio «ha attuato solo degli schizzi, degli abbozzi»: «Mi invade un senso di nostalgia, di rimpianto, di desiderio... Rimpianto per quello che io non sono stato capace di fare. C'era da attuare con prudenza ed energia il Concilio prima in me, poi nei sacerdoti, poi nel popolo e nelle istituzioni. La buona volontà, lo sforzo da parte mia c'è stato, ma sono venuti solo degli schizzi, degli abbozzi ed anche questi non sempre soddisfacenti. Quanto resta ancora da fare! Quante cose vanno ritoccate e migliorate!»