Libri di Paolo Messa
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L'era dello sharp power. La guerra (cyber) al potere Messa Paolo - Università Bocconi Editore, 2018 - Itinerari
Siamo di fronte a una rivoluzione nella scienza delle relazioni internazionali. Il trend è globale: l'immagine dell'uomo forte, la creazione di un nemico comune, la narrazione del «noi contro di loro» promosse da regimi illiberali come Russia, Cina e Iran esercitano un'attrazione sempre più forte sulle opinioni pubbliche di tutto il mondo. È l'era dello sharp power, che come un coltello affilato trafigge il contesto mediatico e politico nei Paesi presi di mira. La lotta per la leadership globale, a colpi di fake news, manipolazione e controllo, vede nel cyberspazio un teatro d'importanza cruciale: qui a fronteggiarsi non sono solo gruppi di troll e hacker con il tacito benestare dei governi di riferimento, ma anche vere e proprie unità militari create ad hoc. Una guerra digitale e d'informazione a tutto campo che, evidenzia questo volume, minaccia anche il nostro Paese.
L'occidente è vivo. W l'occidente. Per sfatare la retorica del declinismo Messa Paolo - Rubbettino, 2026 - Varia
Da oltre trent'anni l'idea del declino dell'Occidente domina il dibattito pubblico, tra crisi economiche, polarizzazione politica e sfide globali sempre più complesse. Ma quanto questo racconto corrisponde davvero alla realtà? In questo saggio lucido e documentato, Paolo Messa smonta la retorica del declinismo mostrando come essa sia diventata, più che un'analisi, una narrazione strategica spesso alimentata e amplificata dai regimi autoritari per indebolire la fiducia nelle democrazie liberali. Attraverso dati, confronti storici e analisi geopolitiche, l'autore dimostra che l'Occidente non è una civiltà al tramonto, ma un sistema in profonda trasformazione: resiliente, innovativo e capace di autocorrezione. Lungi dall'essere un segno di crisi irreversibile, il dissenso, il pluralismo e l'autocritica rappresentano la sua forza vitale. Un libro che invita a distinguere tra percezione e realtà e a riconoscere, senza trionfalismi e senza fatalismi, perché l'Occidente è ancora vivo.