Libri di Sofia Messana Maria
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Il Santo ufficio dell'Inquisizione. Sicilia 1500-1782 Messana Maria Sofia - Istituto Poligrafico Europeo, 2012 - Le Opinioni
L'Inquisizione spagnola, attiva in Sicilia dal 1500 circa al 1782, fu un tribunale di fede preposto al controllo e alla repressione dell'eresia in tutte le sue forme. Ebrei, luterani, rinnegati, moriscos, streghe, negromanti, eretici, guaritrici, bigami e bestemmiatori, reclusi nelle sue carceri, hanno lasciato tracce della loro presenza...
Inquisitori, negromanti, streghe nella Sicilia moderna (1500-1782) Messana Maria Sofia - Sellerio Editore Palermo, 2022 - La Nuova Diagonale
La repressione della magia (e la sua diffusione) in Sicilia è un aspetto finora non indagato abbastanza, negli studi sull'Inquisizione spagnola. Se ne ha correntemente l'idea di un tribunale interessato per lo più a singoli casi di eresia, malcostume e magia che man mano si presentavano. Dalla chiara esposizione di Maria Sofia Messana, fondata su una enorme vastità di fonti (fino a 6.500 casi giudiziari provenienti dagli archivi siciliani e spagnoli), emerge il disegno di una strategia inquisitoriale, la trama ben più complessa della sua attività. Ossia: abolire o sovvertire ogni autonomia nel pensare il soprannaturale e nella pratica del rapporto con esso. Con uno scopo duplice, religioso e politico: da un lato, «il preciso disegno di dominare e guidare la cultura popolare», riducendo ogni rapporto con il soprannaturale a un rituale sotto il controllo della chiesa; dall'altro, «di servirsi della lotta contro l'eresia per ristabilire distanze, ruoli e ranghi». Un attacco che si dipana a onde successive: l'offensiva contro gli eretici e gli «immorali», e più oltre contro la magia alta, contro la stregoneria e le affatturazioni, contro la negromanzia e le pratiche di magia medica e le credenze popolari: tutt'una visione del mondo più diffusa e pervasiva di quanto si creda. In due secoli di repressione non semplicemente distruttiva ma anche produttiva di una nuova mentalità. Gli autodafé rimandano, come uno specchio fedele, «un profilo dell'eretico, del rinnegato, della strega, dell'adultero, come lo vede l'inquisitore, come lo individua il delatore o come lo rappresenta la popolazione». Questo libro è un itinerario nell'universo inquisitoriale che è anche un viaggio nel magico della Sicilia tra medioevo e moderno.
Inquisitori, negromanti, streghe nella Sicilia moderna (1500-1782) Messana Maria Sofia - Sellerio Editore Palermo, 2007 - La Diagonale
I tre protagonisti dell'indagine portata avanti nel testo: l'Inquisizione, gli operatori magici e la popolazione siciliana, si confrontano di continuo, interferiscono l'un l'altro, evidenziando, nel confronto, i propri tratti caratteristici e le proprie rappresentazioni della magia, delle leggi civili e religiose, dell'ordine sociale: gli inquisitori parlano il linguaggio giuridico dei tribunali di fede, pensano e giudicano secondo i principi della demonologia, adoperano nelle qualificazioni di reato complesse locuzioni latine, citano Padri della Chiesa, giuristi e filosofi; gli inquisiti e i testimoni rispondono, invece, raccontando il loro mondo magico, i desideri inconfessati, i sogni irrealizzati, parlano delle antiche tradizioni religiose e magiche che i giudici del Sant'Uffizio non comprendono, raccontano delle fate, dei mostri e dei fantasmi che popolano i loro sogni e che, in parte, sono tratti dalle fiabe raccontate la sera dinanzi al focolare. Le ragioni della lunga persecuzione della stregoneria, vengono analizzate evidenziando i tratti peculiari che essa assunse nell'Isola. Come nel resto d'Europa essa è volta a reprimere pratiche sociali non controllabili o ritenute nocive, ma la sua particolare severità in Sicilia è determinata dalla posizione geografica di quest'ultima, terra di frontiera fra mondo cristiano e musulmano.