Libri di Parenti Michael
Bibliografia di Parenti Michael: tutti i libri in vendita online
È stato uno storico e politologo americano. Nato nel 1933 e cresciuto a East Harlem, a New York, in una famiglia operaia italoamericana, ha conseguito il dottorato in Scienze politiche alla Yale University e insegnato in diverse università negli Stati Uniti e all’estero. Autore di ventiquattro libri (tra i più noti: Democracy for the Few, Inventing Reality e Blackshirts and Reds) tradotti in molte lingue, ha indagato i rapporti tra potere economico e politica, il ruolo dei media, l’imperialismo e la costruzione ideologica della storia. Nel 2014 ha ricevuto il premio alla carriera degli American Book Awards. È scomparso nel gennaio 2026. Nella postfazione inedita a questo volume, Christian Parenti ripercorre la vita e l’opera del padre.
Lo zio Sam è antiamericano. Guida all'America che ama l'America Parenti Michael - Nuovi Mondi, 2005
"Lo zio Sam è antiamericano" è un'analisi dell'ideologia ultranazionalistica diffusa dai media ufficiali statunitensi. In questo libro l'autore intende mostrare come i leader statunitensi e i media di tutto il mondo, assoggettati alle multinazionali, progettino di alimentare il terrore per strappare il consenso ad ampliare il budget destinato alle armi, ad aumentare il proprio potere e a sopprimere il dissenso politico all'interno degli Stati Uniti e all'estero.
L'assassinio di Giulio Cesare. Una storia di popolo nella Roma antica Parenti Michael - Feltrinelli, 2006 - Campi Del Sapere
La maggior parte degli storici ha guardato agli anni della tarda repubblica di Roma attraverso gli occhi dell'aristocrazia romana. Il popolo comune viene descritto come una massa di parassiti, una marmaglia interessata unicamente ai "panem et circenses", a placare la fame e a godere dei sanguinari spettacoli del circo. Cesare è per alcuni un tiranno, per altri un pericoloso demagogo che sposa la causa del popolo per desiderio di potere, per altri ancora un "dittatore democratico". Il suo assassinio viene letto come il risultato di inimicizie personali o di lotte di potere svuotate di contenuto sociale. A Parenti non interessa tanto Cesare come individuo, piuttosto gli preme capire quali dinamiche sociali e "di classe" si agitavano dietro le quinte della sua ascesa e del suo assassinio. Quella che Parenti racconta è la storia della resistenza popolare contro una plutocrazia spietata. Una storia "dal basso" che restituisce a un popolo la sua voce. Il libro ricostruisce il contesto sociale e politico in cui maturò l'omicidio di Cesare e, insieme, cerca di leggere "in filigrana" la vita, le iniquità, le aspirazioni della società romana.
Il caso Giulio Cesare. Controstoria popolare di un delitto di classe Parenti Michael - Fazi, 2026 - Le Terre
L'assassinio di Cesare come esito di un lungo conflitto tra oligarchia e popolo. Da una delle voci più originali della sinistra americana, un'appassionante indagine storica sulla fine della Repubblica romana. L'assassinio di Giulio Cesare è uno degli episodi più celebri della storia antica. Per secoli è stato raccontato soprattutto come il gesto estremo di uomini liberi contro un tiranno. Il politologo Michael Parenti, tra gli intellettuali più originali e influenti della sinistra americana, riapre il caso a partire dai conflitti sociali che attraversavano Roma: dietro le idi di marzo non ci fu la difesa della Repubblica, ma l'esito violento di una lunga contrapposizione tra l'oligarchia senatoria, decisa a proteggere i propri privilegi, e il popolo. Per ricostruire come maturò la congiura, Parenti allarga lo sguardo alla società romana: «È una storia di latifondi e squadracce, di padroni e schiavi, di patriarchi e donne sottomesse, capitalisti sfruttatori e province saccheggiate, capipopolo profittatori e rivolte urbane». In una Repubblica così lacerata, le pur limitate riforme di Cesare bastarono perché l'aristocrazia vedesse in lui una minaccia da eliminare al pari dei leader popolari che lo avevano preceduto. Ne emerge un delitto di classe, che precipitò Roma in nuove guerre civili e aprì la strada all'Impero. Con una scrittura coinvolgente e una documentazione solidissima, Parenti smonta il mito del tirannicidio e mostra come la nostra immagine di Roma sia stata modellata da una storiografia che ha privilegiato il punto di vista delle élite e ridotto la gente comune a una massa irrazionale e violenta. In questa nuova luce, anche altri personaggi storici assurti a simboli della virtù civica - da Cicerone a Bruto - si rivelano difensori degli interessi dell'oligarchia. Il caso Giulio Cesare è una magistrale rilettura "dal basso" della fine della Repubblica romana. Lo studio di quell'assassinio, scrive Parenti, «rivela qualcosa di importante sulla natura del potere politico, del potere di classe e sulla lotta di un popolo per la democrazia e per la giustizia sociale - problemi che ci riguardano ancora da vicino».