Libri di Presutto Michele
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«Gli operai non mangiano fragole». Vita e scritti di Roberto D'Angiò (1871-1923) Presutto Michele - Rubbettino, 2021 - Università
Tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del nuovo secolo, all'emigrazione economica si sovrappose e si mischiò anche quella politica e in particolare quella dei socialisti e degli anarchici in fuga dall'Italia di Crispi. Tra le diverse diaspore italiane, quella degli anarchici ebbe un ruolo del tutto particolare, caratterizzata da un'elevata mobilità circolare fatta, oltre che di militanti, anche di giornali, riviste, fogli unici e, con essi, editori, pubblicisti e redattori. È all'interno di questo contesto che si posiziona la figura di Roberto D'Angiò che potremmo definire come una sorta di «redattore errante». La sua attività politica ed editoriale infatti si sviluppa tra Italia, Egitto, Inghilterra, Uruguay e Argentina esprimendosi in italiano, spagnolo e francese, anche perché «pur cambiando l'idioma si parlava lo stesso linguaggio». Un segmento dell'esperienza dell'emigrazione politica di fine secolo che va ad aggiungersi ad un quadro storicamente complesso che privilegia un approccio transnazionale allo studio delle migrazioni e dei movimenti politici.
L'uomo che divise il pane in cinque. Storia di un sagrestano anarchico Presutto Michele - Besa Muci, 2018 - Nadir
Giuseppe Alia è il sagrestano della chiesa di Portopalo, in Sicilia, alla fine dell'8oo. Dopo essere venuto in contatto con la chiesa valdese, cambia religione, il che lo porta a un duro scontro con la gerarchia cattolica locale, accusata di totale mancanza di decoro e moralità. Nel 1895, durante la processione della Settimana Santa ad Avola, rimane coinvolto in uno scontro in seguito al quale è costretto a scappare in Argentina, dopo essere stato emarginato dalla sua stessa famiglia e allontanato dalla moglie. Nell'Argentina di fine secolo, meta di migliaia di immigrati europei, Giuseppe diviene linyera (vagabondo) prima di essere coinvolto nei primi tragici eventi del movimento operaio. Seppure a tanti chilometri di distanza, a Giuseppe giunge però voce che sua moglie ha una relazione con il prete del paese. Questa notizia lo colpisce come un fulmine a ciel sereno: Giuseppe, infatti, è ancora innamorato di Sebastiana e non ha mai abbandonato la speranza di riunire un giorno la moglie e i tre figli lì in Argentina. Decide allora che lo scopo ultimo della sua vita sarà la vendetta e questo proposito lo porterà a girare in lungo e in largo gli Stati Uniti (dove il prete è stato trasferito per nascondere lo scandalo), all'inseguimento della sua vittima ma anche del proprio drammatico destino.
La rivoluzione dietro l'angolo. Gli anarchici italiani e la Rivoluzione messicana 1910-1914 Presutto Michele - Editoriale Umbra, 2017 - I Quaderni Del Museo Dell'emigrazione
Il 29 gennaio 1911 una banda di ribelli provenienti dai vicini Stati Uniti conquista il villaggio di frontiera Mexicali. Da quel momento in poi, fino alla fine di giugno dello stesso anno, cadono nelle mani dei magonisti, anche Tecate e Tijuana. Dall'altra parte della frontiera, negli slums delle grandi città, nei cantieri ferroviari e soprattutto nei bacini minerari, centinaia di immigrati italiani sognano la rivoluzione quando giunge loro la notizia che finalmente questa è scoppiata proprio dietro l'angolo, a poca distanza da Los Angeles e da San Diego. Alcuni di essi partono subito per il Messico, ma all'entusiasmo iniziale seguirà un'amara delusione: nel Messico, sostengono, non c'è alcuna rivoluzione! Tornati negli Stati Uniti dopo poco tempo cominciano una querelle che durerà per molto tempo e andrà ad influenzare non solo la solidarietà operaia nei confronti della Rivoluzione messicana, ma anche gli stessi rapporti interni alle varie anime del mondo sovversivo italiano in Nord America (e non solo).