Libri di Sabrina Minuzzi
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Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788829795475 Il primo libro illustrato di medicina e il mistero del suo curatore (Venezia 1491-1494)
Sul filo dei segreti. Farmacopea, libri e pratiche terapeutiche a Venezia in età moderna Minuzzi Sabrina - Unicopli, 2016 - Early Modern. Studi Storia Europea Protom.
Si può veramente dire che nell'Europa della prima età moderna fossero tutti pazzi per i segreti, dai principi fino ai ceti più popolari. E Venezia da metà Cinquecento fino alla sua caduta (1797) diede un notevole contributo a questo clima di entusiasmo generale. Mentre nelle piazze i ciarlatani millantavano l'efficacia di preparati dai nomi altisonanti ma ben poco originali, molti "particolari", al riparo delle proprie mura domestiche leggevano libri di farmacopea e facevano sperimentazioni con alambicchi e fiale per inventare rimedi che le autorità sanitarie pretendevano fossero originali rispetto alla farmacopea ufficiale. Attingendo a fonti biografi che, notarili e inventari post mortem il saggio ricostruisce le vicende di persone e di libri che si intrecciarono Sul filo dei segreti, laddove Venezia è il punto di partenza e il termine di confronto per quanto accadeva nel resto d'Europa. È una storia di circolazione delle conoscenze che mostra come la farmacopea ufficiale si arricchì anche grazie all'apporto dal "basso", e di quanto le pratiche chimiche fossero diffuse a dispetto di un'ufficialità che opponeva fiera resistenza alla chimica.
Il Secolo di carta. Antonio Bosio artigiano di testi e immagini nella Venezia del Seicento Minuzzi Sabrina - Franco Angeli, 2009 - Studi E Ricerche Di Storia Dell'editoria
Il solo documento noto sul conto di Antonio Bosio era il corposo inventario della bottega di libraio, redatto all'indomani della morte avvenuta nel 1694. Da quell'elenco di libri, fogli, oggetti, ha preso avvio la ricostruzione del debole filo biografico e dell'attività professionale di un incisore, tipografo, libraio e mercante di stampe attivo negli anni in cui il ridimensionamento economico della città lagunare era da tempo compiuto. La poliedrica attività di Bosio ha consentito di illuminare un microcosmo di industriosi artigiani che affrontarono la difficile congiuntura sperimentando le più varie combinazioni di testi e immagini, in un secolo in cui la carta si impose in un ventaglio sempre più ampio di usi quotidiani. Sostituì le pesanti tele nell'addobbo della città durante i rituali civici e si accinse ad accompagnare con regolarità quelli privati, moltiplicò i racconti verbali e iconografici dei persistenti teatri di guerra riuscendo a soddisfare a buon mercato esigenze informative progressivamente più insistenti. Generi editoriali vecchi e nuovi, nei quali Bosio si cimentò ora come tipografo e ora come incisore, fanno capolino dagli scaffali della sua bottega, accanto a stampe destinate a decorare pareti, mobili, suppellettili, oggetti, e sepolti fra una miriade di santi, santini, orazioni devote dalle destinazioni talora insospettabili. Carte talvolta del tutto scomparse, che hanno contribuito a forgiare le coscienze di un'epoca.
Il primo libro illustrato di medicina e il mistero del suo curatore (Venezia 1491-1494) Minuzzi Sabrina - Marsilio - Letteratura Universale
Su quali testi si studiava medicina alla fine del XV secolo? Quali titoli si pubblicavano per trasmettere una disciplina dalla vocazione squisitamente - ma non esclusivamente - pratica? In un itinerario scandito in dieci tappe si scorrono i contenuti e le illustrazioni del primo e più bel libro di medicina pratica, pubblicato a Venezia nel 1494: il Fasciculus medicinae, dallo straordinario successo italiano ed europeo. Dieci xilografie acquerellate introducono i brevi testi in volgare di cui si compone. I primi sei, eredità anonima del basso Medioevo, trattano temi fondamentali per la preparazione di uno studente di medicina. Sono temi che, una volta tradotti in volgare, furono capaci di intercettare l'attenzione di lettori scarsamente letterati come potevano essere i pazienti stessi: l'esame delle urine; il corpo dell'uomo e le principali malattie; quando, come e perché si possa procedere con i salassi in relazione al calendario astrologico; come si curano le ferite inflitte dall'esterno e le lesioni superficiali di altra sorta; il corpo della donna in attesa e le sue possibili malattie. Seguono due trattatelli trecenteschi, per la prima volta tradotti in italiano nell'edizione veneziana del 1494 - l'uno sulla peste e l'altro sull'anatomia -, frutto dell'esperienza e della penna di due celebri medici, resi accessibili a un ampio pubblico. Al racconto dei testi e delle immagini del Fasciculus medicinae si intrecciano l'identità di un autore inesistente, Johannes de Ketham - cui sono tradizionalmente attribuiti i primi sei trattati - ma soprattutto la vita, negata dagli studiosi del XX secolo e ignorata dai cataloghi, della figura che rese magnifica quell'edizione: il medico Pietro Del Min da Montagnana.