Libri di Cur Monchietto
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Invito allo straniamento. Vol. 1: Costanzo Preve filosofo Monchietto A. (Cur.) Pezzano G. (Cur.) - Petite Plaisance, 2014 - Il Giogo
Il volume omaggia la vita ed espone e discute la filosofia di Costanzo Preve (1943-2013), uno dei pensatori più originali, importanti e meno riconosciuti del nostro tempo. Straniamento è il concetto brechtiano adottato da Preve come metafora dell'operazione filosofica per eccellenza e dello scopo della propria opera: mettere in moto un "riorientamento gestaltico", uno "scuotimento" associato a un mutamento radicale di prospettiva, alla trasformazione dello sguardo con cui ci si accosta al mondo, inteso innanzitutto come mondo dei rapporti sociali. Invitare a fare ingresso nel pensiero di Preve significa invitare a familiarizzare con lo straniamento, a prendere confidenza con la problematizzazione del proprio tempo. I contributi del volume mirano a produrre tale risultato, da un lato presentando i principali temi e contenuti filosofici della vasta e originale produzione previana, dall'altro cercando di restituire l'atteggiamento filosofico che Preve ha incarnato e cercato di trasmettere nelle opere come nella quotidianità.
Invito allo straniamento. Vol. 2: Costanzo Preve marxiano Monchietto A. (Cur.) - Petite Plaisance, 2016 - Il Giogo
Il volume omaggia la filosofia di Costanzo Preve (1943-2013), uno dei pensatori più originali e meno riconosciuti del nostro tempo. Straniamento è il concetto brechtiano adottato da Preve come metafora dell'operazione filosofica e dello scopo della propria opera: mettere in moto un riorientamento, uno "scuotimento" associato a un mutamento radicale di prospettiva, alla trasformazione dello sguardo con cui ci si accosta al mondo. Fare ingresso nel pensiero di Preve significa invitare a familiarizzare con lo straniamento, a prendere confidenza con la problematizzazione del proprio tempo. I contributi del presente volume mirano a produrre tale risultato, cercando di fornire al lettore alcune coordinate utili per orientarsi nel laboratorio filosofico che Preve ha costruito intorno al suo confronto con Marx e il marxismo.
Da capo senza fine. Il marxismo anomalo di Georges Sorel Monchietto Alessandro Fiorillo C. (Cur.) - Petite Plaisance, 2015 - Il Giogo
La funzione fondamentale di un'immagine del mondo è quella di costituire l'orizzonte ultimo - irraggiungibile, ma allo stesso tempo inaggirabile rispetto al quale si definisce ogni condotta pratica. È l'immaginario di volta in volta adottato a definire i limiti e i confini di ciò che rientra nel nostro potere d'azione, di ciò che si può modificare e di ciò che, invece, è percepito come semplicemente fatale. Uno dei filosofi che più fecondamente seppe dedicare il proprio itinerario intellettuale all'analisi di tale plesso tematico fu Georges Sorel. Elaborando la nozione di mito, Sorel intendeva creare uno strumento in grado di "legare" una comunità, per quanto minoritaria, fornendo a essa identità e coesione. A suo dire la macchina mitologica doveva produrre un "senso comune" - quel sentire che non deve essere identificato con la capacità che tutti gli uomini possiedono, ma con il senso che fonda la comunità - il quale fosse in grado di orientare (in modo quasi irriflesso) la prassi politica delle classi dominate. Sorel fu uno dei pochissimi pensatori marxisti che cercarono di disgiungere il principio del progresso da quello dell'emancipazione.