Libri di Lucia Muoio
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Villa Filangieri. Il castello delle favole. Torre Annunziata Muoio Lucia - Youcanprint, 2025
A chi si affaccia da una delle terrazze che guardano verso il mare di Torre Annunziata non può sfuggire il caratteristico scorcio di Capo Oncino, dominato dalle rovine di Villa Rossi Filangieri, antica residenza estiva di una delle più illustri famiglie della nobiltà napoletana. Fu Giovanni Filangieri, principe di Arianello e barone di Lapio, che nel 1869 acquistò un'antica torre militare ubicata nei pressi del litorale torrese per trasformarla in un primo nucleo abitativo ampliato poi dai suoi due figli, nati dall'unione extraconiugale con la giovane Marianna Rossi: Carlo (†1927) e Teresa (†1955). I due ragazzi, tanto desiderati e amati dal Principe, riuscirono a far riconoscere la loro discendenza di sangue e quindi ad aggiungere il cognome Filangieri a quello materno solo dopo la morte del padre, avvenuta nel 1896. Negli anni che seguirono, Villa Rossi Filangieri fu abitata in particolare dalla famiglia di Carlo. Ed è a questo punto che inizia il racconto della professoressa Lucia Muoio: sullo sfondo di un luogo di delizie, immerso nel verde e proteso verso il mare, si snodano le vicende di vita di Giovanni Filangieri e della sua discendenza.
La poesia patriottica-risorgimentale dell'Ottocento. Analisi testuale dei «Canti di Arnaldo» di Arturo Vitale con riferimento a una lettera al Manzoni Muoio Lucia - Youcanprint, 2024 - Critica Letteraria / Poesia
In Italia, in pieno secolo XIX, il Romanticismo e il Risorgimento costituiscono un binomio inscindibile, perché la questione dell'indipendenza della nostra penisola e la lotta per raggiungere questo grande obbiettivo assumono una fisionomia politica, morale e letteraria. Ma se nel secolo precedente la cultura romantica era stata prerogativa della borghesia, la politica dell'Unità, con le estenuanti guerre d'indipendenza, coinvolge tutti i ceti sociali e la poesia viene scelta per comunicare le innovate idee politiche. A tale scopo nella letteratura viene modificata anche la lingua che risulta più vicina al parlato e, per accelerarne la circolazione, i versi sono accompagnati dalla musica, che nel contesto risorgimentale riveste un ruolo fondamentale, perché ha il potere di diffondere velocemente i concetti di rinnovamento politico e in particolare l'importanza della lotta per raggiungere l'obbiettivo: non dimentichiamo Giuseppe Verdi col suo "Nabucco", o i "Canti di Arnaldo", spesso definiti i Canti dei Ribelli, o i "Canti popolari" di Costantino Nigra. Proprio per questo, le canzoni popolari nascondono, sotto apparenze innocue, un contenuto rivoluzionario. Pure se di toni minori, la produzione poetica di questo periodo è molto abbondante ed efficace per la sua capacità di trasformare la società, tralasciando il carattere personale e intimistico che indaga sugli eterni dilemmi esistenziali per adottare nuovi temi più oggettivi e attuali. Infatti, alla scomparsa dell'amato figlio Riccardo, anche Arturo Vitale, poeta torrese dell'Ottocento, in un sonetto dedicato al giovane d