Libri di Giampaolo Nardella
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Storia antiquaria della filosofia del sospetto. Riflessioni non agiografiche su Marx, Nietzsche e Freud Nardella Giampaolo - Armando Editore, 2014 - Scaffale Aperto/Filosofia
L'espressione "filosofia del sospetto" non indica un indirizzo formale o istituzionale del pensiero contemporaneo, ma un atteggiamento o un'interpretazione largamente dominanti nella riflessione otto-novecentesca consistenti nell'affermare la vittoria definitiva della grande suggestione, ossia dell'illusione tutta moderna, materialistica, nichilistica e psicoanalitica, della fine o dell'oltrepassamento senza ritorno della metafisica dell'essere e dell'oggettività. La sua storia antiquaria ne illustra alcuni nuclei teoretici essenziali porgendoli nella loro realtà di datati reperti museali.
Storia cromatica della musica antica e Medioevale. Armonia e metafisica nel mondo premoderno Nardella Giampaolo - Armando Editore, 2014 - Scaffale Aperto
La storia cromatica è la narrazione, costruita secondo la libera forma del saggio-racconto, delle vicende di personalità e di aspetti della musica antica e medioevale rivisitate attraverso il nesso, tanto problematico quanto realistico, di armonia e di metafisica, cioè nella prospettiva che il mondo moderno, nella sua temperie laicistica e specialistica, considera affatto perenta. I valori espressi dal pensiero musicale e filosofico della civilitas classico-cristiana rappresentano invece un riferimento imprescindibile non soltanto per l'Occidente, ma per l'humanitas d'ogni epoca e luogo.
Breve storia della filosofia dello spirito. Pensiero e ironia da Talete a ockham Nardella Giampaolo - I Libri Di Emil, 2012 - Dissertazioni
Le ragioni della filosofia sono le ragioni dell'ironia e dell'umorismo? Se è lecito porre questa domanda, apparentemente acritica e aproblematica nel perentorio e temerario accostamento dei termini, possiamo congetturarne una nascosta identità o, per lo meno, una segreta analogia di natura o, ci vien da dire di spirito? Il nesso che congiunge i due termini, secondo un'ipotesi che media sacro e profano, serio e faceto in una sintesi dialettica, trova il suo luogo teorico d'elezione, il suo punto d'equilibrio nella struttura costitutiva e imprescindibile del pensiero e del linguaggio umani, integrata di finitezza e discorsività, di limite e dialogicità. In fondo, il mistero e la natura del comico, così come dell'ironico, dell'autoironico, dell'umoristico, del satirico, del parodistico, del divertente e affini consiste - è noto ormai da tempo - precisamente nello scaturire e nel riferirsi sistematicamente alla finitudine dell'uomo e delle cose.