Libri di Paolo Pagliai
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Alla ricerca della pace perduta. Sull'isola del tesoro Pagliai Paolo Carlon Roberto - Sensibili Alle Foglie, 2023
Sull'isola del tesoro le insidie non mancano e i compagni di viaggio sono diversi da noi, pensano cose diverse e fanno sogni differenti. Non è facile camminare al loro fianco, a volte incutono, persino, paura. Eppure, per la nostra ricerca, tutti sono necessari, non c'è uno solo di loro che non sappia qualcosa che tutti gli altri non sanno. Tutto ha un senso nella nostra ricerca della pace perduta. Perché di questo si tratta, del tesoro più grande, il più prezioso di tutti: la pace. Non un saggio tecnico e noioso, non un libro di filosofia immacolata che non vuole sporcarsi con il fango del mondo, e nemmeno un manuale per quelli che vogliono dedicarsi a mettere d'accordo le persone; sull'isola del tesoro c'è tutto il mondo con ogni grammo del proprio fango, c'è la realtà, ci sono i problemi quotidiani, le domande di sempre che non hanno mai ricevuto una risposta chiara. Questo è un carteggio, uno scambio di lettere spericolate sull'unico problema di cui vale la pena parlare: come si costruisce la pace? Che cos'è veramente? Siamo pronti a salpare.
La verdad. L'ultimo caso del commissario Sauro Pagliai Paolo Magrini Bruno - Nicomp Laboratorio Editoriale, 2026 - Letture
A volte, aprire un mail può cambiarti la vita. A volte il passato ritorna per rompere tutto. A volte è così, e a volte no. Spesso, partire è sufficiente per lasciarsi il passato alle spalle. Spesso, ma non sempre. Per lo meno, non questa volta. Un giallo epistolare a colpi di mail: Gentile B. S., lei non mi conosce, ma io la conosco benissimo. Di lavoro, faccio... Facevo il poliziotto. Sì, lo sbirro, il piedipiatti, l'agente, il gendarme, la guardia, il questurino... Mi chiamo Sauro, Dino Sauro... No, non è uno pseudonimo, è il mio vero nome. Avevo due genitori spiritosi o, se preferisce, completamente privi di senso dell'umorismo. Faccia lei. Dopo tanti anni, le battute della gente mi passano addosso come il vino nella gola di Athos: totalmente inavvertite. D'altra parte, non mi sembra che lei abbia mai fatto tante battute. La conosco da tanti anni, dai tempi in cui ammazzò il povero Tebaldi, proprio di fronte all'Arlecchino. Anche allora pensai che non avesse un briciolo di senso del comico né del pudore... Quella forchetta sporca di sangue e cioccolata non faceva proprio ridere nessuno.