Libri di Leone Pasquale
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La coscienza di Alessandro Manzoni attraverso il suo mondo morale e poetico Leonetti Pasquale - Dante Alighieri, 1932
La coscienza di Alessandro Manzoni attraverso il suo mondo morale e poetico - Dante Alighieri
Il recinto degli specchi Leone Pasquale - Mannarino, 2026
Il recinto degli specchi è un romanzo distopico e simbolico che reinterpreta l'esperimento di John B. Calhoun - "Universo 25" - attraverso una narrazione poetica e visionaria ambientata in un mondo artificiale abitato da canarini. Le cupole, gli Spezzati, i Lindi, il Capostretto, il vento e il canto antico diventano metafore vive di ciò che accade quando una società elimina ogni rischio, ogni mancanza, ogni sfida... e con esse, il significato. La storia segue la progressiva trasformazione del Cielo 25: da paradiso artificiale a ecosistema collassato, dove i comportamenti perdono scopo, la memoria si spegne e l'identità si dissolve. Attraverso gli occhi di 2?14, un canarino che percepisce la crepa prima degli altri, il romanzo esplora: la perdita del canto interiore; la nascita degli Spezzati, creature che incarnano il "behavioral sink"; l'ascesa dei Lindi, perfetti e inutili; la figura tragica del Capostretto/Karano, identità negata; il ruolo salvifico del vento e del canto antico; la colonia del vento, comunità imperfetta che sceglie. Il romanzo è una meditazione narrativa sul significato, sulla libertà, sulla memoria e sulla vulnerabilità come fondamento dell'identità.
Il negativo di dio Leone Pasquale - Schena Editore, 2026 - Pochepagine
Ci sono momenti in cui la scienza, senza volerlo, apre una crepa nella realtà. Non una rottura violenta, ma un'incrinatura sottile, quasi impercettibile, attraverso la quale filtra qualcosa che somiglia più a un presagio che a un dato scientifico. È da una di quelle crepe che nasce questo romanzo, da una sottile linea che si è creata tra la realtà e la narrazione. Negli ultimi anni, una serie di scoperte ha iniziato a comporre un mosaico inquietante. Nessuna di queste scoperte, da sola, è sufficiente a cambiare la nostra visione dell'umanità. Ma messe insieme formano una domanda che da uomo di scienza non potevo ignorare. E se l'evoluzione non fosse stata un mero processo spontaneo? E se ciò che ci rende umani non fosse ciò che abbiamo, ma ciò che ci manca? E se la nostra identità fosse il risultato di una sottrazione, non di un'aggiunta? Ho scritto questo romanzo perché la scienza, a volte, sembra raccontare una storia più grande di quella che osa ammettere. Una storia che parla di vuoti, silenzi, assenze. Una storia che non contraddice la realtà, ma che prova a dare un senso alla stessa. Estendendola, piegandola, interrogandola e dandosi delle risposte...