Libri di Maurizio Pasquero

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LIBRO   9788897461449

Un poeta americano sul lago di Como. Erza Pound, Carlo Peroni e il «Broletto» (1937-1938) Pasquero Maurizio   -  Agorà & Co. (Lugano), 2014  -  Novecento. Testi E Critica

L'attività pubblicistica di Ezra Pound, sulle testate più varie e da un capo all'altro del mondo, fu sempre copiosa e incessante. Dal 1924 stabilmente in Italia, a Rapallo, alla fine del 1937 è attivo nella redazione di "Broletto", rivista lariana alla quale egli collaborerà per una breve ma intensa stagione. D'intesa col suo direttore e fondatore, il gallerista-collezionista Carlo Peroni, Pound chiamerà a sé alcuni critici e scrittori di fiducia, taluni già suoi collaboratori in precedenti iniziative, Ubaldo degli Uberti, Lina Caico, Edmondo Dodsworth, John Drummond e, buon ultimo, il critico e traduttore veneziano Carlo Izzo, tra i maggiori anglisti del Novecento. Quest'ensemble rivestirà un ruolo particolare nell'economia del mensile, ritagliandosi con la rubrica "Servizio di comunicazioni" un angolo privilegiato dal quale "dare ampia notizia di pochi e selezionati libri stranieri che non hanno ricevuto un'adeguata attenzione da parte della stampa commerciale dei loro Paesi (...), opere che rivelano un particolare interesse per la loro forza provocatoria o che posseggono un valore permanente". L'avventura poundiana a "Broletto" durò dodici mesi esatti.

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LIBRO   9788884743374

I celti della valle del Po negli eserciti di Roma. Ausiliari, legionari, pretoriani dal II secolo a. C. al III secolo d. C. Pasquero Maurizio   -  Il Cerchio, 2012  -  Gli Archi

All'inizio del II secolo a. C. debellate le popolazioni galliche, Roma occupò definitivamente le terre al di là del Po. I trattati stipulati coi nativi contemplavano anche forniture di milizie ausiliarie che, tuttavia, vedremo scendere in campo ben più tardi. Nei fatti, tali auxilia vennero tenuti lontani dai maggiori conflitti sino ai giorni della "guerra sociale". Fu con Cesare, nel bellum Gallicum. che gli ex nemici iniziarono a entrare nelle legioni. Invogliati dagli esiti soprattutto economici, di quell'esperienza, col diffondersi dei modelli culturali romani un cospicuo numero di Transpadani nei secoli I e II dell'era cristiana si volse al "mestiere delle armi", confidando in migliori prospettive sociali. I risultati ottenuti, dopo interminabili anni di coscrizione, non mostrano di averli premiati un granché. Pochissimi di loro, quanto a carriere, riuscirono ad andare al di là dei primi ordines, il centurionato. Meno ancora, congedati, rivestirono ruoli amministrativi e istituzionali di qualche rilievo. La stragrande maggioranza finì per tornarsene a casa, agli antichi mestieri, oppure, mettendo a frutto le esperienze fatte , si volse ai traffici e al commercio, lasciando ai "barbarici" provinciali l'onere di presidiare il limes. Le loro tracce attraverso le fonti storico-letterarie, l'archeologia, l'epigrafia, la linguistica - emergono da questo "viaggio", offrendo visibilità a nomi che un tempo furono persone, con le proprie piccole e grandi storie.

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