Libri di Valentina Pasquon
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Era primavera d'amaranto Pasquon Valentina - Manni, 2021 - Pretesti
L'occhio attento di una bambina, poi tormentata adolescente, registra contraddizioni, debolezze e difficoltà di una famiglia veneta tra gli anni Cinquanta e Settanta del Novecento. Dalle campagne alle nuove periferie, dalle valli da pesca in abbandono ai territori fulcro dell'industrializzazione del Nord-Est, la storia familiare si dipana da un trasloco all'altro in una società che si trasforma spasmodicamente. Muovendosi sul palcoscenico esistenziale dei parenti, l'ultima di sei figli si fa testimone delle loro illusioni e battaglie mentre cerca di liberarsi dalla forza gravitazionale degli affetti.
Per non perdere il conto Pasquon Valentina - Manni, 2024 - La Scrittura E La Storia
"Il conto, si sa, arriva alla fine, quando, anche, si fanno i conti: arriva dopo aver consumato, o diciamo vissuto. [...] Non perdere il conto significa non lasciarsi sfuggire ciò che deve essere tenuto in considerazione; significa una difesa dal caos che la vita fa dilagare quanto più si allunga: la furia dei tempi diversi, che si intrecciano e si scambiano, l'incalzare dei trapassati, la pretesa del presente troppo pieno di cose. Non perdere il conto vuol dire anche gestire la partita doppia della vita: stare sul pezzo, senza essere travolti; in un equilibrio sempre da rifare tra nessi logici e legami onirici, come ricorda la prima poesia del libro: "ma ancora segno / per non perdere il conto", e poi "ma ancora sogno / per non perdere il conto"."
Il delta dell'ultima stilla Pasquon Valentina - Isolario Edizioni, 2026 - Specola Di Poesia
"Il delta dell'ultima" stilla evoca una stirpe di donne, una genealogia immaginaria di custodi, veggenti, narratrici, nomadi. Vengono da tempi sospesi tra memoria e mito. Non le conosciamo, eppure ci sono familiari. Non si può dire che siano sacre, perché ne riderebbero e si scrollerebbero di dosso ogni aura. Vivono come un evento naturale, senza giustificazione. Sono stilla preziosa che si dirama in un fertile delta, in un fluire senza più rive. Con questa raccolta, Valentina Pasquon costruisce un'opera stratificata che unisce tensione narrativa e densità lirica. Il testo si muove in uno spazio simbolico dove l'acqua - sorgente, mancanza, delta - diventa metafora di un'identità in continua ridefinizione. La lingua, fortemente ritmica e visionaria, procede per accumulo e scarto fino a costruire una tessitura che sfida i confini tra poesia e racconto. Ne deriva un poemetto corale e insieme unitario, in cui la frammentazione non disperde ma intensifica il senso, e ogni segmento contribuisce a una traiettoria di attraversamento: dalla perdita della voce alla sua rifondazione.