Libri di Salvatore Passaro
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Trattato di Leucoarchitettura. La vita diventa bellissima a vele spiegate. E non capite Passaro Salvatore D. - Officine Gutenberg, 2024
La vita è un'opera da realizzare tanto quanto una città, che altro non è se non un'opera di costruzione e ricostruzione continua dei rapporti, delle visioni, dei momenti. E delle proprie forze. Basandosi su questo assunto, Salvatore D. Passaro crea una disciplina immaginaria chiamata Leucoarchitettura, nella forma di una poetica di fondazione per nuove città - e nuova umanità - ispirate al principio della Rotondità dove non ci sono angoli, asperità, distanze, altezze e durezze tra i suoi abitanti (come dentro di noi). L'inizio "Io, Leucoarchitetto", è un allucinante e allucinato diario di viaggio di un uomo in fuga dalla caduta delle città, alla ricerca del luogo elettivo per la fondazione delle nuove città. Nel grembo di un dirigibile. Un percorso di libera immaginazione alla ricerca della collina perfetta, tra paesaggi di solitudine e rarefazione di albe e tramonti. Di un altro Sé possibile.
Sette nomi Passaro Salvatore - Gruppo Albatros Il Filo, 2023 - Nuove Voci. Strade
Sette Nomi è un romanzo in sette capitoli, uno per ogni nome. Un viaggio tra fantasia e realtà autobiografica che racconta eventi e storie dalla prima guerra mondiale fino ai giorni nostri attraverso un parallelismo con le vicende della squadra del Napoli. Un viaggio tra amori al limite, tradimenti, bugie, sogni e musica. Sette racconti con un unico leitmotiv: la voglia di amore in tutte le forme.
Don Carlo Signorato. Il cappellano dei forti veronesi: 1943-1945 Passaro Salvatore Emanuele - Cierre Edizioni, 2021 - Nord Est. Nuova Serie
Tra il 1943 e il 1945 Verona, perno della Rsi e dell'occupazione nazista, diventa un arcipelago di luoghi di detenzione in cui sono rinchiusi migliaia di perseguitati politici, militari, donne, sacerdoti e chiunque sia sospettato di sostenere i partigiani. Don Carlo Signorato è il cappellano delle prigioni nei forti San Leonardo, San Mattia, Santa Sofia, Procolo. Su incarico del vescovo Girolamo Cardinale si prodiga per aiutare i reclusi, coordinando un'organizzazione che coinvolge l'industriale Attilio Rossi. Il sacerdote attiva un'opera umanitaria fruttuosissima: al sabato confessa e alla domenica distribuisce e raccoglie biglietti e lettere durante la messa. La rete di aiuti si espande poi oltre la città scaligera, per i deportati trasferiti nel campo di transito di Bolzano. Dopo 75 anni di silenzio l'Archivio storico diocesano e quello parrocchiale dei Santi Apostoli restituiscono il carteggio di don Signorato, le lettere dei condannati a morte e un registro tedesco che riporta i nomi e le date di permanenza di circa duemila reclusi solo per il 1945. Ma, soprattutto, il prezioso ruolo di un sacerdote che ha significato conforto e salvezza per tanti antifascisti.