Libri di Cur Pavoni
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Ameglia e il suo territorio nel Medioevo. Atti della Giornata di studio Pavoni Romeo Donati Piero Frondoni Alessandra Vecchi E. M. (Cur.) - Giacché Edizioni, 1999 - Giornale Storico Lunigiana E Ter. Lucense
Atti della Giornata di studio, con i contributi: Romeo Pavoni (Università di Genova), "Ameglia: i vescovi di Luni, i vicedomini, i Doria e il Comune di Genova"; Alessandra Frondoni (Soprintendenza Archeologica della Liguria), "Recenti scavi di archeologia cristiana e medievale nel territorio spezzino"; Massimiliana Bugli (Università di Urbino), "Per un'indagine storico - artistica del castrum di Ameglia"; Piero Donati (Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici della Liguria), "Un trittico restaurato a Montemarcello". Il "Giornale storico della Lunigiana e del Territorio Lucense" è una pubblicazione a carattere scientifico, volta alla promozione e pubblicazione di atti di convegno, ricerche, rendiconti, notiziari, di carattere storico e archivistico, archeologico e artistico, linguistico, demologico e folkloristico, e corredata, limitatamente alle miscellanee, di una Rassegna bibliografica degli studi che riguardano il territorio, oggi diviso fra più regioni, ma pur sempre corrispondente all'antica Lunigiana storica ed etnica. La rivista, rinata come terza serie nel 1950 dall'appassionato sodalizio fra Ubaldo Formentini, direttore dei Civici Biblioteca e Museo della Spezia e Nino Lamboglia, direttore dell'Istituto Internazionale di Studi Liguri, è organo della Sezione Lunense, costituitasi in quella data in seno all'Istituto stesso. Dal 1961, cambiato anche l'aspetto tipografico, si sono aggiunti contributi del vicino territorio Lucense, un rappresentante del quale è nel Comitato di Redazione. Il Giornale trae le sue radici dalle componenti culturali più rappresentative dell'Ottocento e Novecento spezzino e ligure, nel momento della grande crescita demografica e quindi anche del bisogno di consapevolezza storico-culturale, che si esprimeva nella ricerca e riflessione sul proprio passato. Infatti la prima serie della testata fu fondata nel 1909 dal sarzanese Achille Neri e dallo spezzino Ubaldo Mazzini e la rivista fu poi edita, come seconda serie, nonostante la guerra, fino al 1923 ad opera, oltre che del Mazzini, di Giovanni Sforza. Essa raccoglieva inoltre, in quel processo naturale di emancipazione e crescita territoriale dell'epoca, la tradizione di una precedente pubblicazione, con numerosi contribuiti lunigianesi, ma stampata a Genova dal 1874 al 1898: il Giornale Ligustico di Archeologia, Storia e Letteratura, con la condirezione di L. Tommaso Belgrano e di Achille Neri e sotto l'egida della Società Ligure di Storia Patria, divenuto dal 1900 Giornale Storico e Letterario della Liguria, sovvenzionato ed edito dalla Società di Incoraggiamento della Spezia, per cui possiamo in realtà considerare una tradizione editoriale, sia pure con qualche soluzione di continuità, di 126 anni. Come matrice della pubblicazione possiamo anche riconoscere il Giornale Ligustico di Scienze Lettere Arti, pubblicato a Genova fra il 1827 e il 1838, una pubblicazione legata all'ambito erudito del primo Ottocento. Parallelamente alla rivista, dal 1950 la Sezione Lunense ha curato anche la pubblicazione di monografie nella Collana Storica della Liguria Orientale (nove volumi) e di atti di convegno, nazionali e internazionali. Con fotografie e rilievi.
Simmaco. De Repetenda Ara Victoriae. Terza relazione di come debba essere ristabilito l'altare della Vittoria Pavoni M. (Cur.) - Solfanelli, 2021 -
Con la Relatio tertia de repetenda ara Victoriae, Simmaco si conferma autore fondamentale per ben inquadrare il dibattito tardo-antico, che vede protagonista anche il vescovo di Milano Ambrogio, a proposito di temi quali il monoteismo, il pluralismo religioso e il passaggio dalla doxa degli antenati pagani al dogma dei contemporanei cristiani. La Relatio raggiunge tratti di intensa drammaticità quando un accorato Simmaco domanda e afferma: «Dove giureremo fedeltà nei confronti delle vostre leggi e delle vostre parole? Da quale scrupolo religioso sarà spaventata un'indole bugiarda, affinché non menta durante le deposizioni? Sicuramente, ogni cosa è permeata di divinità e nessun luogo è sicuro per gli ingannatori, ma contribuisce moltissimo alla paura di peccare anche l'essere tormentati dalla presenza dell'immagine sacra. Quell'altare garantisce la concordia fra tutti, quell'altare mette insieme la fede dei singoli credenti, e nient'altro conferisce maggiore autorevolezza alle nostre sentenze del fatto che il Senato prende ogni decisione come se fosse un giuramento.»
Lettere d'amore e d'amicizia tra un maestro e le sue allieve nel XII secolo. Vol. 1: Carmina Ratisponensia Pavoni M. (Cur.) - Sismel, 2025
Lettere d'amore e d'amicizia tra un maestro e le sue allieve nel XII secolo. Vol. 1: Carmina Ratisponensia - Sismel