Libri di Antonietta Pellegrini
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Il museo della rimembranza Pellegrini Antonietta - Robin Edizioni, 2022 - Libri Per Tutte Le Tasche
Il Museo della Rimembranza nasce dal ricordo di momenti vissuti e che si attualizzano nel presente, con i tratti di una fotografia. Ogni componimento è un'istantanea delineata dall'attimo che si cristallizza e perde i suoi tratti temporali. Non c'è scansione, non sono presenti titoli né date, al fine di evocare il ricordo mediante la vitalità del verso. Ogni poesia è un quadro appeso in un museo, che si stacca da un passato precostituito e vive oltre esso. Nello sguardo che diventa verso.
Clizia, la volpe e le altre. Dagli «Ossi» alla «Bufera» le donne di Montale Pellegrini Antonietta - Tabula Fati, 2017 - E Pluribus Unum
La delicatezza e la passione di Eugenio Montale raccontate attraverso un'opera unitaria che tratta delle figure femminili più importanti delle poesie raccolte negli "Ossi di seppia", "Le occasioni" e "La Bufera e altro". In un solo testo si incontrano le figure di Clizia, Gerti, Dora Markus, la Volpe e tutte altre, attraversando l'amata terra ligure, fino a Firenze, vivendo i momenti familiari e quelli di inquietudine storica. La trasfigurazione della moderna donna-angelo, la passionalità del legame con Maria Luisa Spaziani, gli stralci di un amore consumato dalla guerra, saranno affrontati in un'opera che vuole sottolineare la continuità e il mutamento attraverso il tempo e la ricerca di Montale sul suo stesso lavoro poetico.
I giorni Pellegrini Antonietta - Tracce, 2019 - Anamorfosi
"In questa ricchezza tematica la poesia abbandona le vesti tradizionali, si allontana anche dal verso libero; permane un anelito di libera espressione, profonda ma mai preziosa, che non descrive ma suggerisce, che non afferra, ma insegue lieve, come una foglia. Come i colori dell'autunno tanto amato. Tutto questo è la poesia di Pellegrini. Una poesia nata da un triste giorno di pioggia e partita alla ricerca di un tramonto in riva al mare. Una poesia istintuale, abbozzata su un taccuino di fortuna e perseguita con tenacia su una vecchia macchina per scrivere, gelosamente custodita. È una poesia, infine, femminea; con una scrittura calda, lieve, ma costante e fiera, che istruisce. Sigillo stilistico di una donna forte e libera, come il vento che ancora insegue". Dario Angelucci