Libri di Reinhard Pfingst
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Le annotazioni di Lang Pfingst Reinhard - Aracne, 2013 -
Ermanno Lang, titolare di una piccolissima ditta di ristrutturazione appartamenti della periferia romana, prende improvvisamente coscienza del fatto che durante l'arco della giornata un uomo pensa moltissime cose, e di conseguenza inizia ad annotarle. Lang riflette un po' su tutto, sulle periferie cittadine, il valore del soldo, le arti marziali, le discussioni politiche, il problema dei parcheggi, la condizione dei lavoratori, il figlio adolescente, l'amore delle donne, la vita del padre scomparso precocemente, il potere, le sedute psicoanalitiche, il piacere di guidare un furgone. Nelle costrizioni ferree dell'esistenza e nel caos quotidiano lui naviga con scioltezza menefreghista, alla perenne ricerca di equilibri che consentano sia la convivenza umana, sia la sopravvivenza materiale. Le sue riflessioni viaggiano rasoterra e poco concedono alle contorsioni mentali che avvelenano l'esistenza altrui, e nelle quali Lang s'imbatte nella figura di un suo strano vicino di condominio.
Le oasi del terzo millennio. Ediz. illustrata Pfingst Reinhard - Manfredi Edizioni, 2024 - Arte
Reinhard Pfingst è legato ad Hendrik Christian Andersen, scultore nordico come lui e come lui votato all'Utopia di un mondo migliore, da una profonda vocazione architettonica e anche dalla capacità di vedere nel nostro Paese quella abbagliante identità e vocazione umanistica che noi italiani invece non sappiamo più sentire come nostra, drammaticamente. Così, in rapporto ideale con l'armonia della grande "Fontana della Vita" progettata da Hendrik Andersen nella sua Casa Museo, Reinhard presenta le proprie oasi visive, modelli di ambienti, incentrati ciascuno su una scultura, che ci invitano a sostare, a contemplare, a riflettere, a respirare meglio. Realizzati con materiali semplici e poveri, nel contesto di un periodo economicamente difficile per il nostro artista, hanno il loro punto di forza nella sintonia assoluta fra forme architettoniche e scultoree, sotto il segno di una musicalità e di una leggerezza che è danza nello spazio, tanto che varie opere plastiche di Reinhard hanno la vitalità guizzante della fiamma, la mobilità imprevedibile di bandiere al vento, il battito di onde e di orizzonti che si accavallano senza sosta. Reinhard propone una contestualizzazione meditativa dell'oggetto plastico e dello spazio circostante, basandosi sulla musicalità visiva della scultura astratta che modula vuoti e pieni come se fossero organismi naturali senza essere mai impositiva e chiusa in rigide geometrizzazioni. Nelle sue origini familiari tedesche e giapponesi hanno finito col convivere una sorta di spirito romantico volto al sublime, la rettitudine morale e un senso di comunione con la natura e il mondo che ha una intensa forza poetica.