Libri di Cur Pizarnik Alejandra Becciu
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Il ponte sognato. Diari. Vol. 1: 1954-1960 Pizarnik Alejandra Becciu A. (Cur.) - La Noce D'oro, 2022 - Vivarium
Nel 1954 Alejandra Pizarnik ha diciotto anni e ancora non sa che diventerà una delle più grandi poetesse argentine. Nei suoi diari annota pensieri, impressioni, dissezioni dei suoi legami affettivi e amorosi, si interroga sull'amicizia, sul desiderio, sulla ricerca contraddittoria di intensità e quiete. Primo dei tre volumi dell'edizione integrale, per la prima volta in italiano, Il ponte sognato è la cronaca lucida di un'interiorità alla costante ricerca di se stessa. Il lettore accompagnerà la giovane Alejandra da Buenos Aires a Parigi, assisterà ai suoi tentativi di scrittura e di autodefinizione, parteciperà alle sue speranze e ai suoi tormenti. Due pensieri ricorrenti si rivolgono a quel romanzo che non scriverà mai e al suicidio, sempre lì per compiersi quando il confronto con se stessa diventa impietoso. Il ponte sognato nasce nella sua piccola stanza, prima di figlia, poi di giovane indipendente a Parigi, mentre cerca un'identità la cui definizione verrà sempre rimandata. Nel segno di questa ricerca si chiude l'ultimo diario, del 1960. Alejandra ha 24 anni e non ha ancora capito chi è: «E ora devo iniziare di nuovo. Come se non fossi ancora nata».
En esta noche, en este mundo Pizarnik Alejandra Becciu A. (Cur.) - Random, 2017 - Poesía Portátil
En esta noche, en este mundo - Random
Poesia completa Pizarnik Alejandra Becciu A. (Cur.) - Lietocolle, 2018 - Altre Terre
Alejandra Pizarnik nacque a Buenos Aires nel 1936, in una famiglia di immigrati ebrei di origine russa e slovacca. Nel 1954 si iscrisse alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Buenos Aires ma non terminò i suoi studi. Avida lettrice già in giovanissima età, pubblicò il suo primo libro, intitolato "La terra più estranea", nel 1955. A questo seguirono "L'ultima innocenza", nel 1956, e "Le avventure perdute", nel 1958. Tra il 1960 e il 1964 visse a Parigi, dove collaborò con diverse riviste e quotidiani. A quel periodo risale la sua amicizia con Julio Cortázar, André Pieyre de Mandiargues, Cristina Campo e Octavio Paz, che scrisse il prologo alla sua quarta raccolta di poesie intitolata "Albero di Diana" (1962). Nel 1964 tornò a Buenos Aires e pubblicò le sue opere più conosciute: "I lavori e le notti" (1965), "Estrazione della pietra della follia" (1968) e "L'inferno musicale" (1971). Nel 1954 Pizarnik iniziò a scrivere un diario che l'accompagnò fino agli ultimi giorni della sua vita. Nel 1972, all'età di trentasei anni, morì nella stessa città in cui era nata.