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Lettere d'amore di Enrico VIII ad Anna Bolena Plescia I. (Cur.) - Nutrimenti, 2013 - Tusitala
Scritte negli anni Venti del sedicesimo secolo e riapparse dopo quasi due secoli in un'edizione a stampa del 1714, le lettere d'amore di Enrico VIII ad Anna Bolena mostrano il lato seduttivo di un sovrano e rappresentano l'aspetto intimo di una crisi politica che sconvolse l'Europa del Cinquecento. Convintosi ormai che la legittima moglie, Caterina d'Aragona, non poteva offrirgli eredi maschi, Enrico Tudor comincia a corteggiare la damigella della moglie e parimenti a pretendere che la Chiesa di Roma annulli il matrimonio con Caterina. Il conflitto con Roma si concluderà come si sa, con il ripudio di Caterina, lo Scisma anglicano, il matrimonio con Anna. Le vicende che seguiranno poi - il fallimento del secondo matrimonio, le accuse di adulterio e stregoneria, il processo farsa e l'esecuzione della regina - appartengono anch'esse alla storia politica e disegnano un'ombra cupissima su queste missive che, al contrario, mostrano un uomo innamorato e determinato nella passione e un'interlocutrice muta - nessuna lettera d'amore di Anna è sopravvissuta al tempo - ma che appare sapiente nel dosare concessioni e ritrosie, vicinanze e separazioni. Scritte dapprima in francese, la lingua della seduzione, e poi in inglese, un inglese diretto ed essenziale, così come diretto ed essenziale è il sentimento del re. Con un saggio di Nadia Fusini
Linguistic modality in Shakespeare's Troilus and Cressida. A case study Plescia Iolanda - Sette Città, 2008 - Strumenti
Il saggio della dott.ssa di ricerca Iolanda Plescia, che qui presentiamo, si configura come una felice e originale applicazione di nozioni linguistiche e storico-linguistiche allo shakespeariano Troilus and Cressida, del cui complesso tessuto verbale, tanto più complesso quanto meno drammatica è la qualità intrinseca di questo play, si evidenzia e si esamina a fondo la dimensione della modalità, attualizzata non soltanto attraverso un uso davvero esorbitante dei classici verbi modali ma spesso anche attraverso l'intero impasto fraseologico del discourse che compone le battute dei personaggi. La puntuale ricognizione che di questo fenomeno troviamo nel case study prescelto da Plescia, inoltre, non rimane fine a se stesso, bensì conduce a una più approfondita interpretazione della psicologia dei principali personaggi e del loro ambivalente rapporto, dimostrando come sia ancora possibile coniugare nella lettura diretta e ravvicinata del testo le istanze e le modalità di due discipline accademiche che oggi si vogliono, per la verità un po' artificiosamente, separate: la linguistica applicata e la critica letteraria.