Libri di Francesca Pongiglione
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I diritti umani nel dibattito etico contemporaneo Pongiglione Francesca - Carocci, 2019 - Studi Superiori
Sono trascorsi settant'anni anni dalla proclamazione della "Dichiarazione universale dei diritti umani" eppure attorno a essi è ancora molto acceso un dibattito in cui più voci continuano a esprimere scetticismo e a metterne in dubbio l'esistenza. I diritti umani, infatti, non sono leggi, né sono stati pensati per doverlo diventare: talvolta hanno ispirato le norme giuridiche, ma la loro validità si estende al di là di esse. Inoltre, spesso non sembra chiaro a chi spettino i doveri implicati dai diritti umani né quale sia l'estensione di tali doveri, e anche questa forma di indeterminatezza ha suscitato accese critiche. Il volume prende avvio da un'analisi storico-filosofica della "Dichiarazione" e del modo in cui essa venne concepita e scritta, analizzando le radici profondamente morali dei diritti umani stessi. Nel seguito si afferma l'esistenza dei diritti umani come nonne in primo luogo morali, e se ne mostra l'efficacia; si indagano i doveri da essi generati per determinare a chi spettino e con quali limiti. Infine, passando dalla teoria alla prassi, si analizza il caso delle migrazioni, un fenomeno di portata globale che riguarda la protezione dei diritti umani di chi è costretto ad abbandonare il proprio paese di origine alla ricerca di quella ospitalità che con sempre crescente fatica viene concessa dagli altri Stati.
L'emergenza climatica. Ripensare l'individuo in un mondo che cambia Pongiglione Francesca - Il Mulino, 2025 - Saggi
Sono trascorsi 35 anni dal primo rapporto dell'Intergovernmental Panel on Climate Change sul rapido e allarmante innalzamento delle temperature terrestri. Da allora gran parte della comunità scientifica è coinvolta in uno sforzo formidabile per comprendere sempre più a fondo cause e conseguenze di questo fenomeno, e ideare strategie per mitigarlo - dalla transizione energetica allo studio di nuove tecnologie capaci di rimuovere la CO2 dall'atmosfera - nella consapevolezza che ciò implicherà sacrifici i cui benefici potrebbero non essere mai goduti da chi li compie. Rispondere ai cambiamenti climatici richiede infatti un mutamento sociale prima che tecnologico, e una riconsiderazione dei valori morali e dei doveri degli esseri umani gli uni verso gli altri, inclusi coloro che ancora non sono nati. Per affrontare l'emergenza climatica occorre interrogarsi sulla relazione tra individui e ambiente naturale, e comprendere che non solo le istituzioni sono chiamate ad agire, ma anche noi stessi, ripensando il nostro modo di vivere e di essere, in un mondo connotato da questa emergenza.
Bernard Mandeville. Ragione e passioni Pongiglione Francesca - Studium, 2013 - Cultura
Bernard Mandeville è stato a lungo interpretato come un mero provocatore, un irriverente osservatore dell'essere umano e della società, che con la sua satira pungente colpiva coloro che si ostinavano a vedere nell'uomo una creatura benevola e altruista. Generazioni di filosofi e di studiosi non hanno visto in lui altro che questo. Lo scopo di questo volume è quello di proporre una diversa chiave di lettura del pensiero del filosofo olandese, mostrandone gli aspetti più seri e meno votati alla satira. Nello specifico, l'interpretazione che viene qui presentata ruota attorno al rapporto tra ragione e passioni, cardine delle riflessioni non solo antropologiche e morali, ma anche economiche e politiche di Mandeville. L'uomo agisce guidato dalle inclinazioni, tra le quali dominano in assoluto quelle egoistiche. E la razionalità ne esce doppiamente sconfitta: da un lato incapace di governare e dirigere le azioni umane, dall'altro incapace di prevedere l'esito delle azioni presenti o di comprendere fenomeni complessi e a lungo termine, come la nascita, la costituzione e il funzionamento della società civile. Ed ecco che Mandeville rompe lo schema che pareva legare la concezione "negativa" dell'essere umano a una forma di governo e di gestione delle attività dello stato dispotica e repressiva, per consentire solo ai teorici delle virtù morali innate di sostenere idee più orientate verso il liberalismo. Perché non è teorizzando qualità morali o intellettuali innate nell'uomo che si apre la via verso una teoria politica o economica fondata sulla libertà, tutt'altro: dal pensare che l'uomo sia in grado di tracciare una linea tra bene e male, giusto e ingiusto, e dall'attribuire a chi governa questa capacità all'imporre questa visione in modo dittatoriale il passo è fin troppo breve. Mandeville adotta una prospettiva che ha ancora oggi da insegnare qualcosa: non solo non si arreca un danno sostenendo che l'uomo sia schiavo delle passioni e dotato di razionalità limitata, ma anzi, è su questa idea che si fondano le premesse teoriche per sconfiggere le visioni assolutiste.