Libri di Giacomo Pozzi
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Un baobab toccò il cielo dell'Africa Pozzi Giacomo - Tempo Al Libro, 2022
Per comprendere e rinascere è davvero fondamentale che la vita colpisca in maniera così violenta e travolgente? A quanto pare sì, e per i protagonisti di questa storia essa colpirà con tutta la ferocia che possiede. Dopo aver scelto un seme raro e prezioso dalla collezione di un vecchio del paese, il risveglio in una grotta gelida al di là della valle cambierà le loro vite. Hélène ha però un volo prenotato, e un villaggio attende di conoscerla. Sarà poi una sola promessa a riecheggiare nell'arsura del deserto, impetuosa come la rivendicazione di se stessi dopo aver subìto la peggiore violenza che quella stessa vita possa proporre a un essere umano per indirizzarlo a cambiare; per fargli comprendere di essere nient'altro che suo limitato amico. Una storia commovente, di un'intensità tale da riuscire a penetrare nell'animo del lettore e depositarsi come la poesia delle sue parole, incalzate da un ritmo narrativo sprezzante e delicato. Un libro nel quale bisogna chiudere gli occhi e fidarsi, come ha fatto Hélène con la sua vita.
Fuori casa. Antropologia degli sfratti a Milano Pozzi Giacomo - Ledizioni, 2020 - Antropologia Della Contemporaneità
«"Fuori casa. Antropologia degli sfratti a Milano" [...] offre un importante contributo antropologico all'analisi critica della complessa interazione tra forme di esclusione sociale, logiche del profitto urbano e politiche abitative. Esplora la centralità dei margini a partire dal fenomeno degli sfratti e della sua articolazione nella città di Milano secondo due traiettorie principali. Da un lato interpreta quel vasto apparato sociale, politico ed economico che produce profitto dalle periferie e dai margini urbani, dotandoli di un'ambigua e inattesa centralità politica ed economica. Dall'altro promuove una riflessione antropologica che si concentra sulle nuove forme di cittadinanza all'interno di più ampi processi di costruzione della marginalità urbana. Entrambe le declinazioni si basano sulla produzione sociale e antropopoietica di una specifica categoria di soggetti: i senza casa. In questo senso, il testo si focalizza sul tentativo di rendere problematica la costruzione di questa forma di umanità». (dalla Prefazione di Roberto Malighetti)