Libri di Emanuele Quinz
Bibliografia di Emanuele Quinz: tutti i libri in vendita online
Su Unilibro trovi i libri di Emanuele Quinz in vendita online: scopri la bibliografia dell'autore, le ultime uscite e le offerte disponibili.
Consulta la cronologia dei libri di Emanuele Quinz, scegli il titolo che ti interessa, aggiungilo al carrello e completa l'acquisto in pochi clic.
Il cerchio invisibile. Ambienti, sistemi, dispositivi Quinz Emanuele - Mimesis, 2014 - Filosofie
L'arte affronta l'invisibile. Al di là dell'oggetto, al di là delle articolazioni materiali, al di là del gioco delle forme. Terra incognita. L'esplorazione procede per strade diverse: estetiche dell'ambiente, dei sistemi, delle relazioni. Attraverso una serie di itinerari, che percorrono le teorie e le pratiche artistiche recenti, dalle avanguardie storiche all'arte contemporanea, alle sperimentazioni tecnologiche e al design, si delinea un'inversione di rotta: la focale non si concentra più sull'oggetto ma sul soggetto, ne interroga i meccanismi percettivi, ausculta le dinamiche della sensazione, esplora i reticoli relazionali che lo costringono e definiscono: con l'ambiente che lo circonda, con gli altri che lo fronteggiano. Arte come esperienza.
Contro l'oggetto. Conversazioni sul design Quinz Emanuele - Quodlibet, 2020 - Habitat
«"È impossibile definire il design". Sempre più spesso ci imbattiamo in questa affermazione, da parte di critici e storici del design. Un vezzo? O l'ammissione di un'impossibilità reale di identificare e delimitare le frontiere di un fenomeno troppo esteso o sfuggente? Come se non si trattasse più di una disciplina all'interno di un sistema delle arti, di un settore professionale e produttivo all'interno di un sistema economico, di un campo di tecniche, concetti, pratiche e tradizioni all'interno di un orizzonte culturale, ma al contrario di una nozione a cui si presta una forma di universalità: il design è tutte queste cose, e molto di più». L'autore, che da tempo risiede e insegna in Francia, fa dunque il punto sul design degli ultimi anni, sfruttando la propria formazione artistica per decifrarne i processi creativi. Le personalità internazionali qui esposte vanno dai veterani Giovanni Anceschi e Ugo La Pietra fino a Martino Gamper o Didier Fiuza Faustino. Attraverso una serie di interviste viene data la parola direttamente ai designer.
Contro l'oggetto. Conversazioni sul design Quinz Emanuele - Quodlibet, 2026 - Habitat
«"È impossibile definire il design". Sempre più spesso ci imbattiamo in questa affermazione, da parte di critici e storici del design. Un vezzo? o l'ammissione di un'impossibilità reale - di identificare e delimitare le frontiere di un fenomeno troppo esteso o sfuggente. Come se non si trattasse più di una disciplina all'interno di un sistema delle arti, di un settore professionale e produttivo all'interno di un sistema economico, di un campo di tecniche, concetti, pratiche e tradizioni all'interno di un orizzonte culturale, ma al contrario di una nozione a cui si presta una forma di universalità: il design è tutte queste cose, e molto di più». È dunque, strategicamente, attraverso una serie di conversazioni che Emanuele Quinz ci offre in questo volume un'analisi comparata di questa disciplina in costante mutamento. L'autore si avvale della propria formazione storica per penetrare nei processi creativi indissolubilmente legati all'arte, e quindi non vincolati a finalità strettamente funzionali. Paradossalmente, infatti, molta parte del design recente nasce contro l'idea del design come produzione ad infinitum di oggetti commerciali, a partire dalla decisiva mostra Italy: The New Domestic Landscape, tenutasi al MoMA di New York nel 1972, che portò alla ribalta la cosiddetta architettura radicale italiana. Le personalità qui interpellate costituiscono dunque uno spaccato generazionale che va dai pionieri del «controdesign» di allora, come Ugo La Pietra e Gianni Pettena, ai rappresentanti del design concettuale olandese e del Critical Design degli anni Novanta, fino ad alcuni fra i principali autori dell'odierna scena internazionale, come Martino Gamper, i fratelli Bouroullec o Matali Crasset. Il quadro che viene così a comporsi fa chiarezza sulla natura del design del XXI secolo, senza rinunciare a sottolineare non solo la pluralità delle posizioni, ma anche la trasmigrazione delle idee resa possibile dallo status peculiare di questa materia felicemente intermedia fra arte e industria che si avvia a essere sempre più determinante anche per le sorti dell'architettura e dell'urbanistica del nostro tempo. Vincitore del XXVII Compasso d'oro ADI - 2022.