Libri di Cur Riggi
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L'ora d'aria del ritardatario Riggio Nicolò Santeroni C. (Cur.) - Lubrina Bramani Editore, 2021 - Varia
"La prima cosa che suscita l'attenzione di chi comincia a leggere L'ora d'aria del ritardatario, opera prima e postuma di Nicolò Riggio narratore, è la scrittura: fantasiosa, lussureggiante di immagini; ritmica e lirica, punteggiata di eleganti endecasillabi; ricca di parole desuete o derivate dal dialetto siciliano; caratterizzata dal gusto dell'elencazione e dunque sovrabbondante di toponimi ma anche di nomi di pesci, di piante, di tutto un lessico specifico dell'artigianato e della pesca. Una scrittura che il lettore di buona memoria non tarderà a riconoscere come ispirata alle opzioni per una scrittura "alta", lirica e divagante, prediletta da alcuni tra i più raffinati scrittori siciliani del secondo Novecento: da Stefano D'Arrigo a Vincenzo Consolo a Gesualdo Bufalino. Alla loro lezione Nicolò Riggio si lega con la fedeltà del lettore consumato, talché non mancano nel romanzo diversi omaggi, sotto forma di soluzioni strutturali analoghe o di citazioni intertestuali esplicite o implicite: tali echi possono riguardare l'onomastica (il personaggio di Ciccina Cicciò rimanda alla Ciccina Circè di Horcynus Orca), le situazioni (per il suggestivo funerale del delfino il pensiero corre ancora al romanzo di D'Arrigo), il rapporto tra i grandi avvenimenti storici e la storia "minore" della povera gente che non lascia traccia del suo involontario soggiorno sulla terra (dove la pietas bufaliniana è più che un ricordo, anzi è una presenza costante) ma (e a tal proposito è più evidente il modello consoliano) anche la strutturazione complessa del testo: priva di linearità narrativa, piena di flash backs e flash forwards, non estranea all'espediente della narrazione in parallelo, inoltre arricchita da "appendici" e scritture riportate, in verso e in prosa". (Dalla prefazione di Giuseppe Traina)
1968 Riggi Nicasio Cecchini C. A. (Cur.) - Sacco, 2011
Il 1968 fu un anno denso di avvenimenti e di fermenti culturali a livello planetario a cui parteciparono in maniera sostanziale se non determinante, i movimenti studenteschi e le cui ripercussioni ed effetti sono tutt'ora dibattuti e tutt'altro che archiviati come si vorrebbe fare intendere da certa stampa. È il tempo de "L'uomo a una dimensione di Marcuse" è il momento della partecipazione e del dialogo ed è questo che l'autore sottolinea con vigore in questo libro e senza peli sulla lingua: senza frasette monche/o ridotte d'usura/senza veto, censura o parolette tronche/cercando in ogni senso/fra i tipi più diversi/proverò nei miei versi/a dir come la penso.
Oltre il progetto. Ricordando, conversando, riflettendo su architettura e design Riggi I. (Cur.) - Aracne, 2011 -
Questo volume intraprende un impervio percorso e ricordando, conversando e riflettendo l'autrice scruta, cerca di conoscere ed interrogare la tradizione dei propri interlocutori. Come nel metodo platonico i singoli dialoghi cercano di conoscere le ragioni degli intervistati e di ricostruire, attraverso acuti ragionamenti, l'intima realtà di ognuno, attraverso successive scomposizioni e ricomposizioni di argomenti che alla fine ricostruiscono la storia reale dell'intervistato. "Ma il dialogo non è una partita doppia - afferma Gustavo Zagrebelsky - in cui i giocatori rischiano gettando a turno il proprio dado; diversamente il dialogo costituisce un metodo che ci guida verso il sapere".