Libri di Roveri
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E i libri e le anime. Romana Guarnieri, un itinerario di vita Bugada M. (Cur.) Molinari R. (Cur.) Roveri N. (Cur.) - Edizioni Di Storia E Letteratura, 2024 - Letture Di Pensiero E D'arte
«Per chi non lo sapesse, sono una beghina, una di quelle che otto-nove secoli fa diedero tanto da fare a vescovi e inquisitori, chi le voleva sante, chi demoni scatenati, da mandare al rogo. Comunque non eran le devote false, ipocrite e intriganti, ovvero le 'bigotte' che pensi tu, lettor mio disinformato: sono una beghina sì, quanto dire tutta a tutti, intera e senza infingimenti, ma... di nessuno». Parigi, 1° giugno 1310. La beghina Marguerite Porete brucia sul rogo insieme alle sue idee, accusata di eresia per «ribellione e disobbedienza» dopo essersi rifiutata di ritirare dalla circolazione il suo più volte condannato Miroir des âmes simples. È il 1944 quando Romana Guarnieri identifica l'autrice del testo, fino ad allora anonimo; nel 1965 ne pubblica l'edizione critica riconoscendolo definitivamente come il testo capitale del movimento del Libero Spirito e restituendone all'autrice la maternità. In ideale continuità con quello di Marguerite, il pensiero radicale di Romana Guarnieri, «ultima beghina del Novecento», rappresenta il punto di partenza da cui si irradia una nuova visione della mistica beghinale del XIII secolo. Un'avventura, quella delle beghine di oggi, in grado di aprire strade di autonomia e libertà femminile sfuggendo a destini già segnati e a canoni convenzionali.
L'età del transito e del conflitto. Bambini e adolescenti tra guerre e dopoguerra 1939-2015 Bacchi M. (Cur.) Roveri N. (Cur.) - Il Mulino, 2016 - Percorsi
Quali fili collegano le vicende dei ragazzi ebrei provenienti dai paesi dell'Europa centro-orientale nascosti e salvati a Villa Emma (Nonantola) tra il 1942 e il 1943 e quelle dei bambini e degli adolescenti che oggi arrivano sulle coste del Mediterraneo in fuga da guerre e povertà? Che ruolo hanno avuto e possono avere le comunità che accolgono, le relazioni educative, gli incontri con i coetanei, nella possibilità di riparare i traumi subiti e di darsi un futuro? Come e quando i memoriali che ricordano storie di bambini e adolescenti nelle guerre e nei genocidi, anche recenti, aprono la strada a un presente che garantisca diritti e prospettive a chi è ancora minorenne? Questo libro raccoglie, inquadrandole dal punto di vista storico, antropologico e giuridico, voci di chi ha vissuto l'infanzia durante la Shoah, le guerre di disgregazione della Jugoslavia, le partenze dall'Afghanistan dei talebani, le pericolose rotte delle fughe dall'Africa attraverso il Mediterraneo. I temi del trauma, della violenza subita, del complesso rapporto con la parola e con la narrazione s'intrecciano con i problemi legati a un modo di accogliere e di educare che possibilmente faccia leva sulla valorizzazione della soggettività, nonché sulla capacità di resistenza che ragazzi e ragazze possono ricavare da un gruppo forte di coetanei: il "collettivo", come lo chiamavano a Villa Emma.
Forse un viso tra mille Bellintani Umberto Malagò E. (Cur.) Roveri N. (Cur.) - Passigli, 2014 - Passigli Poesia
Umberto Bellintani si presenta da solo: "Ma cos'è questa poesia?! E come parla oggi, su quali corde intonarla, quali suoni, colori, ecc.? A volte ci penso. Però, però oggi era una bellissima giornata piena del colore del sole! E dunque?" (a Valerio Volpini, 29 aprile 1980) "Poesia da pubblicare? Mi spiace non potervi accontentare. Da tanto non desidero pubblicare, e dico sempre che se uscirà ancora qualcosa di mio, avverrà dopo che sarò morto. Poi non so nemmeno cos'abbia di buono: scrivo e butto nel mucchio, scrivo quello che capita, che mi tocca, che mi sfiora, che mi ferisce o mi dà piacere; scrivo con una comunissima biro, non dunque con un pennino d'oro o comunque di buon metallo; e scrivo su carta molto spesso sporca, quella insomma che mi capita sottomano." (ad Attilio Lolini, fine anni '70) "Ricordo che un giorno, a Bozzolo, mi dicesti di essere meno ispido. Ma come posso farcela io, con il cuore che ho e gli orecchi, il naso e gli occhi che mi sono stati dati? Lo so, lo so cosa è stato detto a quelli che si apprestavano a lapidare. Lo so. Ma salta fuori sempre un ma, poi trenta, poi centomila ma." (a Valerio Volpini, 8 gennaio 1989). Per volontà del suo paese, nel centenario della nascita, si ripropone qui la sua prima e introvabile raccolta, accompagnata dall'inedito carteggio con l'amico don Primo Mazzolali (Santa Maria del Boschetto, 13 gennaio 1890 - Bozzolo, 12 aprile 1959), figura tra le più significative di quegli anni.