Libri di Santori
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Sette silenzi Santori Elettra - Iride, 2022 - Iride
Sette racconti, sette silenzi. Sette modi di tacere (per strategia, per orgoglio, per disprezzo verso gli altri) o di mettere a tacere (il senso critico, la coscienza, il lavorio usurante del cervello che rimugina). In una linea temporale che, partendo da un approssimativo presente, scorre all'indietro fino agli anni Ottanta, si innestano storie in cui il silenzio si presenta nelle forme più disparate. Il silenzio ironico e sfuggente di una malata terminale sulla propria tragica condizione. Il mutismo di una giovane pianista lesbica che, dopo un episodio traumatico, decide di rinunciare alla parola. L'afasia di una scrittrice che non riesce più a scrivere. L'incomunicabilità soffocante all'interno di una famiglia di agricoltori della campagna romana. Queste e altre storie si dipanano nell'arco di quasi quarant'anni, apparentemente disgiunte ma in realtà interconnesse da una ragnatela di sottili trait d'union che le tengono assieme come in un metaromanzo.
Il nero e il bianco. Cinque ritratti clinici di donna in un gruppo di psicodramma Santori Enrico D. - Magi Edizioni, 2015 - Lecturae
Un gruppo di psicodramma in una piccola città del Sud. Cinque donne di età ed esperienze diverse. Uno psicoterapeuta che viene da fuori. È il settimo incontro e, senza concordarlo prima, tutte arrivano vestite di nero e di bianco. Come mai? La psicoterapia è una continua ricerca di senso. Un certosino lavoro di integrazione e sintesi fra gli apporti dell'inconscio e del conscio. Il nero e il bianco sono i riferimenti cromatici delle due istanze opposte della psiche, rappresentate dal gruppo nell'abbigliamento. E sono un riferimento implicito al qui e ora del lavoro terapeutico. Questa dicotomia è anche un dato culturale dell'ambiente, che vive sul piano di quello che Winnicott ha definito "falso Sé" e Sciascia definirebbe "la cultura dell'opportunismo e della finzione". In un paese di falsità, lo scandalo di un gruppo di psicodramma è proprio questo: riunirsi, piuttosto che per rappresentare le apparenze, per rivelare la propria autenticità e approfondirne i torti e le ragioni, al di là dei (pre)giudizi e delle vergogne. Raccontarlo, attraverso le storie vere delle protagoniste, ribadisce e rinforza, sul piano sociale, questo assunto di base: la verità è terapeutica.