Libri di Bianca Saponari Angela
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Il desiderio del cinema. Ferdinando Maria Poggioli Saponari Angela Bianca - Mimesis, 2017 - Mimesis-Cinema
Obiettivo di questo lavoro, condotto sull'esperienza cinematografica di Ferdinando Maria Poggioli, è stato l'elaborazione di nuove strategie di analisi utili al superamento dell'etichetta formalista, inevitabilmente circoscrivibile a una particolare epoca storica caratterizzata dall'ingerenza di specifiche categorie estetiche, per aprire nuovi orizzonti interpretativi su fotogrammi che hanno condizionato l'immaginario di un'epoca, aderendo perfettamente alle dinamiche storiche dell'industria culturale, governandone i desideri ed evidenziandone i traumi. Lo sguardo di ieri ha infatti fortemente influenzato l'analisi di film quali La bisbetica domata, Sorelle Materassi, Il cappello da prete. Oggi un nuovo sguardo percorre gli stessi fotogrammi, inevitabilmente adeguato alle nuove istanze della fruizione contemporanea. Attraverso diverse prospettive metodologiche (tematica, iconografica, discorsiva, produttiva, ricettiva) si propone una ricollocazione di questo autore nel quadro più generale della Storia del cinema italiano e una sua nuova sistemazione nei meccanismi dello spettacolo tra la fine degli anni Trenta e l'inizio degli anni Quaranta. Dopo una analisi dei lungometraggi che ambisce alla ridefinizione estetica del lavoro poggioliano, sono state riportate e trascritte le lettere indirizzate a Visconti, tra il 1937 e il 1938, attraverso cui è stato possibile ricostruire le diverse stesure del trattamento di un film, Racconto d'agosto, che tuttavia non è stato mai realizzato. La grande rilevanza di queste lettere consiste, oltre che nell'offrire uno spaccato di storia dell'industria culturale italiana, anche nel testimoniare la relazione stretta tra due artisti le cui vicende private e professionali sembrano intrecciarsi inesorabilmente.
Il cinema di Leonardo Sciascia. Luci e immagini di una vita Saponari Angela Bianca - Progedit, 2010 - Arti. Musica. Spettacolo
Leonardo Sciascia ha amato il cinema. Ha espresso questa sua passione in alcuni racconti e ha dedicato alla settima arte saggi e riflessioni di grande fascino. È stato uno scrittore lucido e incisivo, fra quelli che hanno maggiormente interessato il cinema italiano. I registi che si sono cimentati con le sue storie sono stati incapaci di tradire il suo spirito e la sua vocazione intellettuale. Anzi, spesso, è stata la forza espressiva delle sue pagine a influire non poco sulle loro poetiche. Mentre fervono ancora le celebrazioni del ventennale della sua scomparsa, questo libro dischiude nuove prospettive per la conoscenza dello scrittore e della società in cui visse: la comparazione tra film e romanzi, che sempre ha preso le mosse dalla puntuale analisi dei testi, è piegata all'utilizzo del cinema quale strumento di indagine critica delle opere di Sciascia. Attraverso tutti i film e poi i prodotti anche televisivi ispirati all'opera dello scrittore siciliano, si è voluto valutare la capacità di noti cineasti (comunque lettori e studiosi dell'autore) di entrare nelle dinamiche letterarie, elaborarle e riproporle al pubblico in momenti diversi della storia italiana.
Il rifiuto dell'uomo nel cinema di Marco Ferreri Saponari Angela Bianca - Progedit, 2008 - Arti. Musica. Spettacolo
"Meglio fare, piuttosto che una cattiva opera rivoluzionaria, un'opera negativa al massimo". Questo sostiene Marco Ferreri, il regista più dissacrante del cinema italiano. Attraverso il suo stile graffiante e grottesco si è dimostrato fra i registi più sperimentali del suo tempo. Il suo cinema visionario ha indagato le contraddizioni della modernità, rivelando l'impossibilità dell'umanesimo e il dramma di un'esistenza viziata dal conformismo delle istituzioni. Questo libro propone una aggiornata analisi critica dell'opera di Ferreri attraverso una antologia dei suoi film più significativi. Da questi emerge la difficoltà di assecondare le norme sociali nei rapporti umani e l'impossibilità di fuggire da una realtà in cui gli stessi individui sono condannati alla solitudine. Dopo i primi film in cui è esasperata la contestazione dei valori borghesi, da Dillinger è morto (1969) a I love you (1986), Ferreri elabora e rappresenta l'annullamento dell'uomo, la distruzione della Storia, la negazione del racconto. La rottura di ogni rapporto fra i sessi, sancito dall'inganno del vincolo matrimoniale, è l'esempio estremo di questa pessimistica visione del mondo: l'uomo è costretto a relazionarsi con il feticcio (bambole gonfiabili o maschere di porcellana), mentre solo nelle viscere della donna fermenta il futuro.