Libri di Sasdelli
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Quei matti di antifascisti. Cinquantatré storie di sovversivi finiti in manicomio durante il fascismo Sasdelli Renato - Edizioni Pendragon, 2022 - Studi E Ricerche
Anarchici schedati, militanti antifascisti irriducibili, soldati in fuga dal servizio militare, ex ragazzi del '99 contrari all'alleanza con chi fu loro nemico nella Grande Guerra. Poi, donne e uomini in contrasto con il regime per la miseria quotidiana o perché insofferenti verso l'onnipresenza del duce, l'autoritarismo di capetti e gregari, oppure rei di avere cantato un inno socialista o gridato, all'osteria o per ira durante un litigio, contro il fascismo e il suo capo. Insieme a loro anche malati di mente disturbatori della quiete fascista e una prostituta che ha offeso Mussolini. Sono le storie di bolognesi sovversivi, veri o temuti dal regime, finiti a un certo punto in manicomio senza che ciò facesse venire meno l'ossessione dei controlli sul loro comportamento. E, in appendice, la faida tra due ras del fascismo bolognese con il meno potente dei due mandato in manicomio.
Fascismo e tortura a Bologna. La violenza fascista durante il regime e la RSI Sasdelli Renato - Edizioni Pendragon, 2017 - Istituto Parri
Nonostante il riconoscimento da parte delle potenze vincitrici, che concessero all'Italia la possibilità di elaborare liberamente la propria Costituzione, l'importanza, la legittimità e la moralità della guerra partigiana sono state presto messe in discussione. I valori espressi dall'antifascismo e dalla Resistenza che permeano la nostra Costituzione sono sempre più spesso considerati - grazie anche a una rappresentazione bonaria di Mussolini e del suo regime - valori non fondanti ma divisivi della nostra collettività. In questo volume, l'autore si propone di recuperare la memoria della violenza fascista riportando le vicende di antifascisti bolognesi morti durante il "ventennio" per le sevizie subite nei luoghi di detenzione nonché le testimonianze di partigiani passati per le camere di tortura operanti in città dopo l'8 settembre 1943. Gran parte dei fascisti riconosciuti responsabili di quelle violenze furono presto liberi per amnistia, altri vissero una tranquilla latitanza grazie a protezioni fornite dagli Alleati o a depistaggi operati da organi dello Stato.
Ingegneria in guerra. La Facoltà di ingegneria di Bologna dalla RSI alla ricostruzione 1943-1947 Sasdelli R. (Cur.) - Clueb, 2007 - Fuori Collana
Dopo l'8 settembre 1943 L'edificio della Facoltà di Ingegneria dell'Università di Bologna fu requisito dai tedeschi, poi all'inizio del 1944 divenne caserma della Guardia Nazionale Repubblicana della RSI che vi insediò il suo comando provinciale. Le numerose testimonianze, anche inedite, documentano quanto successe dentro alla Facoltà di Ingegneria negli ultimi sei terribili mesi di guerra. Molti partigiani conobbero questa Facoltà come luogo di detenzione e tortura, alcuni come anticamera della morte. La ricerca ha anche individuato studenti, tecnici e docenti della Facoltà che in vario modo contribuirono alla Resistenza. Ha poi ricostruito il lungo e difficile lavoro di quanti operarono per ottenere la derequisizione dell'edificio, occupato dagli Alleati dopo la liberazione, in modo da poter ripristinare aule e laboratori e consentire nel 1947 il ritorno dell'attività didattica e scientifica nella sede di viale Risorgimento.