Libri di Abate Scaffidi
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Avanti march! Cronache dal ventennio Scaffidi Abate Mario - Greco E Greco, 2011 - Nargre
Avanti march! Cronache dal ventennio - Greco e Greco
I gloriosi Caffè storici d'Italia. Fra storia, politica, arte, costume, patriottismo e libertà Scaffidi Abate Mario - Meligrana Giuseppe Editore, 2014 - Priamo
Il libro rivisita, come in un viaggio, gli storici Caffè che hanno caratterizzato la vita delle più grandi città italiane: dalla prima bottega sorta a Venezia, in piazza S. Marco, nel 1683, al Fiorio di Torino, dal Florian di Venezia al Campari di Milano, dal Pedrocchi di Padova alle Giubbe Rosse di Firenze, dal Greco di Roma al Gambrinus di Napoli e allo Stoppani di Bari. Lungo l'arco di tre secoli i Caffè sono divenuti una caratteristica delle città italiane e alcuni sono rimasti famosi come singolari 'salotti di strada'. Luogo di ritrovo per gente comune, il Caffè ha espresso il meglio di sé quando ha visto sedere ai propri tavoli scrittori, artisti e politici italiani e stranieri che hanno fatto epoca: celebri dispute letterarie, grandi realizzazioni poetiche e ardenti sentimenti patriottici hanno fatto del Caffè un autentico crocevia della cultura, punto d'incontro e scontro per appassionanti fermenti di tradizioni e di avanguardie.
Brandelli d'Italia. Versi politici e civili Scaffidi Abate Mario - H.E.-Herald Editore, 2016 - Per Non Dimenticare
Le poesie di questa raccolta sono profili di personaggi italiani contemporanei (politici, magistrati, intellettuali), colti in alcuni aspetti e momenti della loro attività. Un divertimento letterario più che frutto di un reale sentire dell'Autore, che vede il mondo e la vita umana come un gioco dialettico di Dio (in cui l'uomo non è che uno strumento), nel quale si fronteggiano gli opposti, come il bene e il male, i buoni e i cattivi, i quali altro non sono che astrazioni, categorie della mente umana originate da buono o da cattivo umore. Ciò che si ricava da quella silloge è che oggi in Italia i politici e gli intellettuali sono sradicati dalla cultura di un tempo, su cui si fondavano i grandi partiti: al posto di quelle radici è subentrato un vuoto, di idee, di progetti, riempito da un repertorio di parole inutili e inconcludenti. Già nel 1974 in Italia fragile Giuseppe Prezzolino scriveva: "Per salvare l'Italia dal disastro non c'è un solo cenno ai rimedi: si sentono tante proposte, e tutte partono da persone che se ne intendono, ma sono come chiuse in una stanza, abituate alle loro poltrone, e il grave è che non suscitano in nessuna parte del pubblico fede ed entusiasmo".