Libri di Gino Scartaghiande
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Cavallucci marini. Ediz. illustrata Scartaghiande Gino - Il Labirinto, 2022 - Stanze
Con i "Sonetti d'amore per King Kong", nel 1977 la poesia di Gino Scartaghiande arrivò potente se tra le voci che la salutarono poté esserci Amelia Rosselli, che vide bene quella dirompenza poetica «sorpassare l'individuale». Di «terribile forza di ironia, di dissacrazione, e nello stesso tempo di freschezza», parlò Andrea Zanzotto. Venne solo un altro libro, "Bambù", nel 1988. Poi negli anni pubblicazioni clandestine, quasi postume - a rodere il coraggio del silenzio -, imposte da nascoste "caverne" dell'anima. Rare poesie, come incise, subito riconoscibili per rigore e accento, misura. Per le «sprezzature, le collisioni, gli scarti linguistici» come ebbe infatti a scrivere Domenico Vuoto. Al poeta non era dato di morire. Lo aveva anche scritto: «Morire è un lusso che non possiamo permettere / né alla fantasia né alla pratica quotidiana». Riproposti ora gli introvabili due oggetti accompagnati dagli inediti sparsi e dimenticati. Con "Cavallucci marini" (innovativa nuova raccolta e "sintesi" del cammino precedente, dove "io" è sempre un altro) l'autore ci porge tutto il suo lavoro, unito in un disegno unico, in una scienza "contemplativa" di minute verità cocenti quanto accecanti.
Sonetti d'amore per King-Kong Scartaghiande Gino Bux A. (Cur.) - Graphe.It, 2023 - Le Mancuspie
Il corpo a corpo della parola per restituire alla parola la sua carne e il suo istante estremo, per far sì che quel magma esiziale sia anche il magma celeste della natura umana. Nel 1977 l'uscita di questo libro rappresentò un punto di rottura nella poesia italiana, data l'audacia espressiva di un poema multiforme che fu subito salutato da molti come un vero e proprio evento. A distanza di ben oltre quarant'anni viene ora riproposta al pubblico l'opera forse dagli esiti più importanti di Gino Scartaghiande. E non si tratta, per l'appunto, di una semplice operazione nostalgica o di un consolatorio omaggio tout court, ma di un vero e proprio riconoscere a questo lavoro una quanto mai attuale vitalità. Difatti, nei Sonetti d'amore per King-Kong, il lettore potrà incontrare una voce dal canto limpido che, seppur poggiando i suoi stilemi sulla lezione dei classici, diventa ancor più ultra contemporanea grazie alle suggestioni del particolare dettato poetico; così come altre volte un incedere più duro e slegato si vedrà aprire ai temi forti della raccolta con suggestioni sempre più imprevedibili. Ed è allora un poema d'amore e di morte, di distacco e di riavvicinamento, dove la grazia e l'abbandono si plasmano vicendevolmente, così come la frammentazione dell'io e del presente sempre in atto avverano il sogno di una lingua, qui così vera e al tempo stesso evanescente.
Oggetto e circostanza Scartaghiande Gino - Il Labirinto, 2016 - Stanze
Oggetto e circostanza - Il Labirinto