Libri di Schwarzel
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Predicazione Bosco Giovanni (San) Giraudo A. (Cur.) Schwarzel M. (Cur.) - Las, 2024 - Iss-Fonti. Prima Serie
I manoscritti delle prediche di Giovanni Bosco (1815-1888) risalgono a periodi diversi della vita e dell'opera del santo educatore. Nonostante la loro semplicità, risultano di grande interesse storiografico come documento delle sue visioni e del personale stile comunicativo. Sono riverbero di quadri mentali e schemi dottrinali ampiamente condivisi in quel preciso contesto storico-religioso, ma testimoniano anche la costante evoluzione di visioni e di linguaggio, connessa col graduale ampliamento degli orizzonti spirituali, delle relazioni sociali e delle esperienze del prete torinese, vitalmente inserito in un secolo di rilevanti trasformazioni culturali e linguistiche. Dai panegirici in dialetto per l feste padronali contadine dalle istruzioni religiose popolari si passa a discorsi curati nei minimi dettagli, composti per un pubblico qualificato: i parroci della diocesi di Alba (panegirico su San Filippo Neri), i notabili di Vercelli (sermone per la consacrazione di Santa Maria Maggiore), i membri della accademia romana dell'Arcadia (discorso sulle sette parole di cristo in croce): L'esame dei manoscritti ha rivelato un'acuta preoccupazione per la cultura della testualità, per la scelta dei vocaboli idonei ad esprimere il pensiero in relazione ai destinatari. Ogni testo era sottoposto ad un paziente lavoro di revisione e semplificazione sintattica o lessicale, al fine di ottenere un'esposizione chiara, vivace, efficace. Il volume contiene l'edizione critica di quarantadue discorsi in cinque sezioni. I. Panegirici in piemontese di Giovanni Bosco, seminarista; II. Istruzioni ed esercizi spirituali al popolo III. Predicazione mariana IV. Panegirici in italiano V. Discorsi per circostanze varie
Cronichetta (1875-1879) Barberis Giulio Schwarzel M. (Cur.) - Las, 2022 - Fonti
La Cronichetta di Giulio Barberis (1847-1927) copre un periodo che va dal maggio 1875 al giugno 1879. Furono anni determinanti, sia per don Bosco, la cui figura andava acquisendo rilevanza sempre maggiore, sia per la congregazione salesiana che iniziava la sua espansione internazionale, sia per la definizione della fisionomia carismatica dei salesiani. L'autore, nominato maestro dei novizi nel 1874, in queste pagine restituisce qualcosa che va al di là della semplice cronaca. Attraverso il suo sguardo siamo messi a contatto diretto con don Bosco e la vita quotidiana dell'Oratorio, con lo spirito, gli orizzonti di senso e le visioni che l'animavano, ma anche coi problemi e le fatiche di una comunità in rapidissima crescita. Ne risulta un documento di grande rilevanza storica e carismatica. I quaderni di don Barberis furono ampiamente utilizzati dagli estensori delle Memorie Biografiche. Di conseguenza, la pubblicazione integrale di questi documenti rende disponibile una delle fonti dirette della sua tradizione biografica, permettendo di accostarla in modo immediato, senza la rielaborazione dei primi biografi, dettata da intenti agiografici. Soprattutto aiutano il lettore ad andare oltre l'immagine magniloquente restituita dalla tradizione salesiana. Dalle annotazioni di Barberis emerge il don Bosco concreto, quotidiano, con tratti umani caratteristici e la tensione religiosa che lo animava, ma anche con le astuzie, i limiti, le attitudini psicologiche e culturali di un uomo ben calato nel suo tempo. L'edizione critica risponde all'auspicio del compianto storico salesiano Pietro Stella sulla necessità di avvicinare don Bosco risalendo "alla documentazione più antica cui ha attinto lo stesso don Lemoyne", compiendo "la necessaria operazione di trapasso dalle Memorie Biografiche alle fonti originarie e alla reinterpretazione globale".