Libri di Lucia Scoccia
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Cari benedetti figli. Epistolario abruzzese 1915-1920 dal fronte orientale e da Fiume Scoccia Lucia - Menabò, 2015
L'epistolario della famiglia Mancinelli, ritrovato dall'autrice per un fortunato caso, può insegnarci molto sui valori che spinsero i giovani del 1915 (o almeno una parte di essi) a partecipare con passione e impegno alle battaglie sul fronte orientale e, dopo la cocente delusione del 1918, a seguire con "fede assoluta" Gabriele d'Annunzio a Fiume. Attraverso le lettere che il vecchio padre dal paesino di Crecchio in Abruzzo inviava ai tre figli e le lettere e cartoline che i figli scrivevano a lui e alla sorella riusciamo a capire aspetti che la macrostoria spesso non ci spiega: come fu possibile che tanti giovani si siano nutriti di ideali oggi discutibili (vedi la violenza di alcune idee futuriste) e abbiano lottato con onesto disinteresse e abnegazione totale per la "liberazione" di Trento e Trieste e l'acquisizione di Fiume? Il libro è arricchito dalle foto della stampa e delle cartoline di quel periodo storico che riportano agli stilemi grafici e artistici dell'epoca, alla propaganda governativa (che oggi ci appare ingenua), alle graffianti ironie di cui si nutriva la lotta politica in quei giorni.
Crecchio. Immagini e frammenti Scoccia Lucia - Menabò, 2019
Lavoro di ricerca svolto da Lucia Scoccia (già autrice di Cari benedetti figli, ed. Menabò) per dare un'immagine della Crecchio antica, attenta a disegnarne, con la pignoleria di chi va a controllare i numeri delle particelle catastali, botteghe, case, palazzi, strade, vicoli e piazzette, vicoli ciechi e dirupi nei pressi del Castello, giardini e orti. E il quadro si anima di donne, bambini, falegnami, fabbri, artigiani. Su tutti dominano i signori, i politici, le guardie e i briganti. A leggere lo "stato delle anime" degli inizi del 1800 e del 1818 molti dati interessanti vengono in luce e fa impressione il numero di ferite violente riportate nell'elenco stilato da uno dei medici del paese (per la maggior parte inferte a donne). Il libro,pertanto, non è destinato ai soli abitanti di Crecchio, ma a tutti quelli che vogliono vivere e studiare la vita di un paese abruzzese dell'800.