Libri di Gerardo Severino
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Da Tegucigalpa a Roma. La Storta. Storia dei tre fratelli Arrighi Scarponi. Eroici partigiani combattenti per la libertà della patria Severino Gerardo - Ass. Primalpe Costanzo Martini, 2024
Nati a Tegugigalpa, ove il padre Alessandro esercitava da anni la professione di architetto, i tre fratelli Arrighi Scarponi vissero i primi anni della loro fanciullezza proprio nell'affascinante capitale dell'Honduras. Qui ebbero modo di godere degli agi familiari e, soprattutto, della fama che circondava il loro babbo, vanto per l'intera comunità italiana stanziata in quel Paese. I fratelli Arrighi Scarponi, così come gli stessi genitori, non dimenticarono mai le proprie origini. Il loro cuore pulsava sempre al solo sentir pronunciare la parola Italia. E fu proprio nella lontanissima Italia, esattamente a Torino che i tre ragazzi di Casa Arrighi avrebbero fatto ritorno, assieme a mamma Agnese, ancor prima dello scoppio della Seconda guerra mondiale. A motivare la decisione di lasciare da solo papà Alessandro a Tegucigalpa era stata la maggiore possibilità che avrebbe offerto la città di Torino, almeno riguardo agli studi superiori cui i tre maschietti erano stati giocoforza destinati. In Italia, ciascuno di loro avrebbe preso, tuttavia, strade diverse: tra studi universitari, professioni e carriera militare. Avrebbero, per fortuna, camminato nuovamente, riuniti per affrontare la stessa strada, all'indomani della proclamazione dell'Armistizio, allorquando, spinti da quell'anelito di libertà che ne aveva sempre caratterizzato lo stile di vita, nell'esempio degli stessi genitori e in ossequio all'educazione ricevuta, scelsero di servire la Patria. Lo fecero, però, prendendo le armi contro gli occupanti nazi-fascisti: una scelta coraggiosa ma anche molto rischiosa. Ne avrebbero pagato duramente le conseguenze, ciascuno per la propria parte e responsabilità, sopportando, quindi, la dura detenzione e, come nel caso di Eugenio, affrontando serenamente il plotone d'esecuzione. La loro storia, sia privata che Resistenziale, non è stata mai raccontata, né in Italia, né tantomeno a Tegucigalpa, che gli stessi fratelli erano stati costretti a lasciare a malincuore. È questo il fine che ci siamo proposti di raggiungere, in occasione della tradizionale festa del 25 aprile. Esempi, come tanti altri ancora da scoprire, di come la Resistenza sia un patrimonio ancora tutto da scoprire, un passato da tutelare ma anche un esempio più che mai vivo per le nuove generazioni.
Doganieri e finanzieri Severino Gerardo - Mondo Nuovo - Fuori Collana
Doganieri e finanzieri - Mondo Nuovo
Don Giuseppe Gabana. Soldato di Cristo e martire della fede (1904-1944) Severino Gerardo - San Paolo Edizioni, 2009 - I Protagonisti
Il libro traccia le vicende umane di uno sconosciuto Cappellano Militare della Guardia di Finanza, Don Giuseppe Gabana, barbaramente assassinato a Trieste, nel marzo del 1944, da mani ignote. Don Gabana aveva lasciato la sua parrocchia, nella pacifica provincia bresciana, per seguire i soldati al fronte, all'indomani dello scoppio della guerra italo-etiopica.Terminato il conflitto, aveva deciso di rimanere fra i suoi soldati, e fu ammesso quindi fra i Cappellani in servizio permanente. Nel 1941, dopo aver assistito spiritualmente i militi della Guardia alla Frontiera, Don Giuseppe viene trasferito tra i Finanzieri. Tra le Fiamme Gialle di Trieste, egli si rende protagonista di un apostolato "senza confini", sia nel tentativo di riappacificare le varie etnie, costrette a vivere nei territori dell'allora confine orientale italiano, sia nel tentativo di portare aiuto a quanti avessero bisogno: dai profughi istriani agli ebrei ricercati dai nazifascisti. Assassinato da esponenti del comunismo slavo, proprio a causa della sua azione apostolica, il Tenente Cappellano Don Giuseppe Gabana è stato insignito, lo scorso giugno 2008, dal Presidente Napolitano, della Medaglia d'Oro al Merito Civile "Alla Memoria", su proposta dello stesso Tenente Gerardo Severino.