Libri di Pieraccini Silvia
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Il Padule di Castiglione della Pescaia e i Ponti di Badia. Il significato di un territorio Pieraccini Silvia - Innocenti Editore, 2016
Il Padule di Castiglione della Pescaia e i Ponti di Badia. Il significato di un territorio - Innocenti Editore
L'assedio cinese. Il distretto senza regole degli abiti low cost di Prato Pieraccini Silvia - Il Sole 24 Ore, 2010 - Mondo Economico
Zara e H&M sono ormai fenomeni di successo, studiati e imitati. Ma c'è un altro gigante dell'abbigliamento low cost che ha conquistato i mercati europei (e non solo) con un modello che sorprende ancora di più, perché non ha brand, non ha negozi, non investe in marketing né in comunicazione, ma fa leva soltanto sul passaparola e sull'etichetta made in Italy. Quel "gigante" produttivo-distributivo è il distretto cinese degli abiti di Prato, l'unico in Italia che nei due anni più terribili per l'economia mondiale ha continuato a galoppare incurante della crisi. Anche se nessuna statistica l'ha rilevato, perché si nutre di illegalità e manodopera clandestina. Una fabbrica strabiliante per produttività e addetti, tale da meritarsi un articolo a tutta pagina persino sul Financial Times. Ora si corre il rischio che il distretto cinese, che finora ha viaggiato su binari paralleli al tradizionale distretto tessile di Prato, si infiltri nell'economia locale e ne soffochi lo sviluppo. L'ombra delle organizzazioni criminali si è già allungata. E se Prato fosse solo la prima tappa dell'assalto al manifatturiero italiano?
L'assedio cinese. Il distretto «parallelo» del pronto moda di Prato Pieraccini Silvia - Il Sole 24 Ore, 2008 - Mondo Economico
Diciott'anni fa, quando nel distretto tessile di Prato gli immigrati cinesi aprirono i primi laboratori per cucire abiti di bassa qualità, pochi se ne curarono. Oggi quest'area-simbolo del manifatturiero europeo si ritrova "in casa" un vero e proprio distretto cinese dell'abbigliamento "pronto moda", che lavora e cresce a ritmi inimmaginabili per l'economia italiana, grazie soprattutto al fatto di poter contare su manodopera clandestina, lavoratori in nero, sfruttamento feroce, mancato rispetto delle norme che regolano l'attività d'impresa. Questo polo produttivo che non conosce programmazione né marketing, e che si mantiene "parallelo" al distretto tradizionale pur operando nella stessa filiera, ha ormai raggiunto numeri da capogiro, ricostruiti in questo libro-inchiesta attraverso confronti di dati e incastri di testimonianze: 2.700 aziende, 17.000 addetti, 1,8 miliardi di giro d'affari, per oltre la metà sommerso. Un "paradiso" fiscale che fa invidia al Liechtenstein e a San Marino, e che ora rischia di diffondere il virus dell'illegalità al tessuto imprenditoriale locale. Il distretto cinese di Prato è l'esempio più eclatante, e più sconcertante, di assedio al manifatturiero italiano con armi sleali. Ed è la fabbrica più portentosa di moda "made in Italy" fatta dai cinesi.