Libri di Carlo Simonelli Federico
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D'Annunzio e il mito di Fiume. Riti, simboli, narrazioni Simonelli Federico Carlo - Pacini Editore, 2021 - Le Ragioni Di Clio
Il 12 settembre 1919 una spedizione di volontari italiani guidata da Gabriele d'Annunzio occupò la città adriatica di Fiume, contesa tra Italia e Jugoslavia. L'impresa fiumana fu una delle molte crisi di confine che attraversarono l'Europa dopo la Grande guerra e rappresentò uno snodo significativo per la politica italiana. Durante quell'esperienza fu elaborato un linguaggio patriottico fondato su nuove liturgie collettive e sull'idea di una "rivoluzione nazionale" contro le istituzioni parlamentari. In pochi mesi nacque una mitologia che fu assorbita dal fascismo e le cui origini sollevano interrogativi a distanza di un secolo. Perché oggi Fiume dannunziana è ricordata come la culla della politica totalitaria ma anche come una "città di vita" in cui tutto era permesso? Quale ruolo vi avevano i culti della guerra, del passato, della natura e della giovinezza? Come nacquero riti come il discorso del duce e il saluto romano? Partendo da un'innovativa indagine su fonti e retroscena, il libro di Federico Carlo Simonelli ricostruisce i simboli e le rappresentazioni che permisero a d'Annunzio di trasformare una città dalle molte anime in un mito che ha influenzato a lungo il modo di intendere la politica e la storia dell'Alto Adriatico.
Gorizia e la memoria della Grande guerra. Un museo per la «città santa» (1924-1968) Simonelli Federico Carlo Baioni Massimo - Carocci, 2026 - Studi Storici Carocci
L'8 giugno 1924 veniva inaugurato il museo della Redenzione di Gorizia. Frutto del lungo lavoro del direttore Giovanni Cossar, l'istituzione si ergeva a luogo di memoria dell'irredentismo e della Grande guerra. La complessità storica propria di un territorio di confine era sacrificata alla volontà di esibire le radici profonde dell'italianità mediante la forza evocativa di immagini e cimeli. Ipotecando il racconto sul conflitto, il regime fascista influenzò largamente le modalità e i contenuti della rappresentazione museale, come evidenzia l'allestimento del 1938. Non fu facile liberarsi di tale eredità. Nel nuovo contesto dell'Italia democratica e repubblicana, il museo cercò di recuperare un profilo meno connotato sul piano politico, dovendosi confrontare con le grandi trasformazioni che investivano anche i tradizionali miti patriottici. Grazie a una vasta documentazione d'archivio e a stampa, il libro ripercorre la vita del museo dal 1924 al 1968, ne esplora le fasi più significative, gli attori, le scelte espositive, il rapporto con la società locale e nazionale.