Libri di Antonella Soldo
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Mamma mi faccio le canne. Guida alla cannabis per genitori e figli Soldo Antonella - Officina Di Hank, 2021 - La Raccolta
Il cavallo di battaglia di ogni oppositore alla legalizzazione è il famoso "per il bene dei giovani". Nell'opinione di chi lo propone, questo argomento risulterebbe inappellabile; una verità auto-evidente in grado di inchiodare alla propria inefficacia ogni tipo di obiezione. E tuttavia, con buone ragioni, si può dimostrare che è vero l'esatto inverso: ovvero che sarebbe proprio la legalizzazione della cannabis a produrre effetti benefici per i giovani. Il rapporto giovani-droghe andrebbe considerato nella sua ampiezza e nella sua delicatezza. Si può decidere di affrontarlo "a gamba tesa", con irruzioni e sequestri nelle scuole, turbando e criminalizzando gli studenti, sollevando inutili polveroni mediatici e soprattutto ottenendo risultati miseri nonostante l'ingente dispiegamento di forze, oppure si può seguire quanto sta accadendo in molti Paesi dove oramai il consumo di cannabis è un fenomeno legale, controllato, che fa addirittura registrare una flessione del consumo tra i minori. In un Paese dove questo tema è espulso dal dibattito pubblico, è arrivato il momento di riaprire un dialogo. Magari ricominciando dal tavolo in cucina, durante una cena in famiglia.
La grande sospensione Soldo Antonella - People, 2026 - Storie
La fine della democrazia non è mai improvvisa: avanza attraverso emergenze permanenti che sospendono diritti e trasformano l'eccezione in regola, come avevano intuito Walter Benjamin e Giorgio Agamben. Oggi, tra social media e IA, il processo si ripete: sicurezza, confini, guerre e delegittimazione dell'Europa diventano strumenti per concentrare il potere e svuotare le istituzioni. Il dissenso si restringe, l'informazione si manipola, mentre - ricordava Hannah Arendt - l'erosione della fiducia apre la via all'arbitrio. Non è responsabilità di una sola leadership, ma di una lunga crisi politica e culturale. La grande sospensione è un invito a guardare oltre le "piccole cose" e a riconoscere i segnali di un cambiamento profondo. Perché la democrazia non è uno stato naturale: è una pratica fragile, quotidiana, che richiede cittadine e cittadini capaci di riprendersi spazi di azione politica, dentro e fuori dai partiti. senza questo impegno, ciò che oggi appare marginale rischia di diventare irreversibile.