Libri di Marando Stefano
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Il periodo di m*rda più bello della mia vita Marando Stefano - Fabbri, 2023 - Fabbri. Varia
Lasciare tutto, partire, cambiare, tagliare i ponti: a volte è l'unico modo per capire chi siamo e per ricominciare. Nel caso di Stefano, è una necessità: dopo aver vissuto la pandemia in prima linea, decide di dare le dimissioni dal suo vecchio lavoro e di mettere in discussione tutto il suo presente. In una lunga lettera indirizzata a una persona che gli ha cambiato la vita, ripercorre i suoi primi (quasi) trent'anni e ne ricuce i pezzi: dai giorni di bambino e adolescente in Calabria, all'approdo a Torino; dai periodi difficili in una nuova città, alle amicizie fondamentali che lo tengono a galla; dalle storie d'amore più assurde che lo disorientano, alle avventure inaspettate che gli stravolgono gli orizzonti. Stefano così ricostruisce la trama della sua vita, con un'ironia che spesso nasconde grande saggezza, nell'apparente caos di avvenimenti che invece - a ripercorrerli col senno di poi - svelano tutto il loro significato. Chi, tra i venti e i trent'anni, non è mai stato confuso, esaltato, invincibile e scoraggiato? Chi non ha avuto voglia di amore, di sicurezze ma anche di sorprese? E soprattutto: chi non ha mai avuto paura? "Io non credo" dice Stefano "a quelli che dicono di non aver mai avuto paura nella vita, di non aver mai avuto un'insicurezza. E se è davvero così, mi dispiace per loro. Non sanno che cosa si sono persi."
Come i girasoli sotto la pioggia. Diario sulla voglia di restare vivi Marando Stefano - Piemme, 2026 - Saggi Pm
A volte la malattia distorce il piano dei racconti, curva lo spazio-tempo delle storie: trascina tutto a sé, in una danza che ha il ritmo funereo della morte. Altre volte invece restituisce verità, coscienza, presenza. Giulia, una giovane ragazza romana alle prese con un dolore silenzioso che ne limita i passi e la difficoltà di trovare il proprio posto nel mondo, inizia a scrivere un diario psicologico su indicazione della sua psicoterapeuta. Non le viene chiesto di sforzarsi di descrivere il disagio che prova, ma di esprimere senza mediazioni i pensieri, i ricordi e le sensazioni che la attraversano, affinché si sedimentino e diventino esplorabili con una nuova consapevolezza. Come i girasoli sotto la pioggia è il suo journal terapeutico, ma anche la frattura che permette al lettore di entrare come spettatore nel racconto di una vita intensa, giovane, «viva». Giulia parla infatti di sé, e inevitabilmente rievoca amicizie, viaggi, relazioni e delusioni. Una narrazione che intreccia con grande delicatezza felicità e salute mentale, passioni e traumi profondi, offrendo uno sguardo realistico sulla complessità della vita e un invito a desiderarla, nonostante tutto.