Libri di Mario Tedeschini Lalli
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Nazisti a Cinecittà Tedeschini Lalli Mario - Nutrimenti, 2022 - Igloo
Dalle Fosse Ardeatine a Cinecittà, dalla divisa nazista indossata per uccidere alla divisa nazista indossata per fare cinema. Borante Domizlaff e Karl Hass, due ufficiali delle SS che il 24 marzo 1944 spararono agli ordini di Herbert Kappler, riappaiono, con altri ex ufficiali tedeschi, nella produzione di alcuni dei più celebri film italiani del dopoguerra. Il primo, assolto nel 1948, resterà negli anni fedele a Kappler, aiutandolo nella fuga dall'Italia nel 1977. Il secondo, sfuggito al primo processo arruolandosi nei servizi segreti americani e italiani, sarà raggiunto dalla giustizia solo cinquant'anni dopo e condannato all'ergastolo. Nel frattempo, fra gli anni Cinquanta e Sessanta, tutti e due sbarcarono il lunario anche interpretando 'sé stessi', in parti da militare tedesco, in film come Una vita difficile di Dino Risi, La ciociara di Vittorio De Sica, Tutti a casa di Luigi Comencini, La caduta degli dei di Luchino Visconti. E non furono i soli. Nazisti a Cinecittà nasce da una scoperta casuale che ha dato il via a una lunga ricerca tra carte di servizi segreti, cineteche, archivi privati e interviste a famigliari. Un racconto che a tratti si tinge di giallo, una finestra su una realtà paradossalmente 'normale' dell'Italia del dopoguerra: il 'nazista della porta accanto' tornava utile per raccontare il nazismo.
Le olimpiadi del 1944. Gare e guerra da Roma ai lager tedeschi Tedeschini Lalli Mario - Neri Pozza, 2026 - I Colibrì
L'estate del 1944 fu una stagione di sangue, ma anche di sport. Di battaglie campali e di improbabili gare. Di propaganda bellica e di appelli all'ideale olimpico di pace e fraternità. Non ci furono, naturalmente, i giochi olimpici previsti a Londra, ma a Roma, a Parigi, a Losanna e persino nei lager tedeschi la ricorrenza fu osservata. A Roma, al Foro Mussolini, dove l'Italia fascista sperava di ospitare proprio le Olimpiadi del '44, gli Alleati organizzarono, tra giugno e luglio, grandi campionati di atletica leggera e di nuoto con atleti militari provenienti da tutta l'area del Mediterraneo. Il regime di Vichy celebrò solennemente il ricordo del fondatore Pierre de Coubertin, immaginando ancora un futuro per la Francia collaborazionista. Negli stessi giorni, la "Capitale olimpica" di Losanna, nella neutrale Svizzera, mantenne l'impegno preso prima della guerra di celebrare ufficialmente il Giubileo. Con cerimonie, gare, alzabandiera, emissioni di francobolli, seguite da "mini Olimpiadi" cui presero parte internati militari di ogni nazionalità. Il libro ricostruisce questi avvenimenti nel più generale contesto politico e bellico, raccontando la storia di alcuni partecipanti. Un afroamericano che trionfò al Foro Mussolini e finirà per vincere davvero una medaglia olimpica dopo la guerra. Nuotatori nippoamericani delle Hawaii, destinati a vera gloria olimpica, che si accontentarono di fare razzia di medaglie a Roma. Un mezzofondista ebreo jugoslavo che gareggiò sotto falso nome nell'Italia in guerra e poi fu tra gli organizzatori e i partecipanti delle "mini Olimpiadi" di Losanna. Un ex olimpionico polacco, poi giornalista sportivo, che alzò e ammainò la bandiera olimpica nel lager tedesco di Gross Born.