Libri di De Toledo Camille
Bibliografia di De Toledo Camille: tutti i libri in vendita online
Su Unilibro trovi i libri di De Toledo Camille in vendita online: scopri la bibliografia dell'autore, le ultime uscite e le offerte disponibili.
Consulta la cronologia dei libri di De Toledo Camille, scegli il titolo che ti interessa, aggiungilo al carrello e completa l'acquisto in pochi clic.
Il fiume che voleva scrivere Toledo Camille De - Neri Pozza, 2022 - Spleen
Sotto il nome di Progresso, di Tecnica, abbiamo depauperato la Terra. Se i fiumi, le montagne, le foreste, gli oceani, i ghiacciai e le terre, dopo millenni di soprusi, potessero esprimersi, che parole userebbero? Nella rivendicazione dei loro diritti fondamentali, gli elementi della natura troverebbero ascolto presso quei «soggetti» umani, unici responsabili di quella sistematica prevaricazione? Questo è un libro-percorso, con un fine preciso: pensare una «rivolta giuridica della Terra», a partire dai nostri luoghi qui in Europa, per dare strumenti a chi in futuro vorrà impegnarsi nella trasformazione di un certo modo di scrivere le leggi. Per attribuire, dunque, lo statuto di persona giuridica a quegli elementi della natura, arbitrariamente considerati «oggetti» in quanto non umani. Un cambiamento profondo nei nostri sistemi legislativi che invita gli assenti al tavolo dei negoziati e che porta con sé la speranza di un risarcimento. Una nuova ontologia dove fiumi, laghi, mari, specie animali, vegetali potranno sostenere le proprie ragioni e scrivere, assieme a noi umani, i termini della vita comune. Un libro raccontato da Camille de Toledo con le voci di Frédérique Aït-Touati, Bruno Latour, Virginie Serna, Bruno Marmiroli, Jacques Leroy, Jean-Pierre Marguénaud, Catherine Larrère, Catherine Boisneau, Valérie Cabanes, Matthieu Duperrex, Gabrielle Bouleau, Sacha Bourgeois-Gironde, Marie-Angèle Hermitte... E se le ferite, i dolori, le stanchezze della natura diventassero linguaggio, parole di collera, parole politiche che pretendono di essere ascoltate e istituite nelle nostre forme umane, nelle nostre leggi? E se la siccità che vediamo a ogni estate fosse il segno di un linguaggio, di una voce del mondo che ci obbliga all'ascolto? E se gli elementi della natura, fiumi, corsi d'acqua e montagne e foreste e oceani e ghiacciai e terre, a forza di esclusioni, di espropriazioni, di estrazioni, di depredazioni, avessero cominciato a inventare una grammatica propria, esigendo di essere rappresentati? Ecco la storia della rivolta giuridica della Terra.
Da una vita all'altra Toledo Camille De - Neri Pozza, 2021 - Bloom
Vi sono giorni in cui è dato diventare dei sopravvissuti, e portare sulla schiena l'enigma e il peso della morte. Il primo marzo duemilacinque è uno di questi giorni per Thésée. Al secondo piano di un appartamento parigino, in cui accorre chiamato dal padre, l'irreparabile si schiude davanti ai suoi occhi: suo padre seduto e, disteso sulle mattonelle rosse, suo fratello Jérôme, morto suicida. Che quella scena ubbidisca a una legge crudele destinata a infrangere ogni legame, Thésée lo apprende negli anni immediatamente successivi. La madre e il padre muoiono e tutto il mondo in cui lui ha imparato ad amare sprofonda nel nulla. Che cosa fare quando tutto cade e la vita è maledetta? Quando, nel luogo in cui si è vissuto, non vi sono piú giorni e luce? Che cosa fare se non cercare giorni e luce altrove e lasciarsi alle spalle le tragedie, i lutti, il labirinto del passato? Thésée giura a sé stesso di non lasciare che il passato infesti l'avvenire. Abbandona la città dell'Ovest e parte con l'ultimo treno verso l'Est, alla volta di un paese in cui respirare aria nuova, in cui nessuno conosce il suo nome. La ferita del passato, però, non scompare affatto quando luoghi e nomi cambiano. La ferita è incisa nel corpo, in quell'involucro in cui le immagini, il verbo e la materia si confondono. Il corpo di Thésée collassa, percosso dalle forze del suo recente passato, e da altre più antiche che gli rivelano una verità inaspettata: che ognuno di noi non è altro che un continuum di disastri e di crolli racchiuso in quella cristallizzazione di legami che chiamiamo Corpo. A nulla vale perciò cercare una vita nuova che volti le spalle al passato. Thésée è costretto a rituffarsi nelle acque del tempo, a intraprendere un viaggio al cuore della notte, nelle pieghe del corpo, nel labirinto del passato, per ritrovare il filo della sua vita e non soccombere.
Superpunk, arcimondano. Confessioni scomode di un giovane disobbediente Toledo Camille De - Feltrinelli, 2003 - Super Universale Economica
"Sono un asmatico dell'anima. Intendo dire che l'epoca mi crea un problema respiratorio. E questo mi ha spinto molto presto a cercare, nel caos dei miei anni novanta, qualche spazio, due o tre idee... per respirare. Non penso di essere il solo. Anzi, sono pronto a scommettere: questo 'IO' asfissiato è un NOI; il NOI di una generazione che ha plasmato la propria coscienza fra due date curiosamente simmetriche: 9/11, per il 9 novembre 1989. 11/9, per l'11 settembre 2001. La caduta di un muro e la caduta delle torri. Pum. Patapum. Due volte 9, due volte 11, e due crolli." Camille de Toledo non ha ancora trent'anni, appartiene a una buona famiglia dell'industria alimentare francese ed è un disobbediente nato. In questo libro fa i conti con tutto il falso (e con il poco vero) che ha caratterizzato la sua formazione, nonché la sua educazione sentimentale. Passa attraverso il punk, Debord e la critica alla società dello spettacolo, Marcos, il 'dandismo di massa', Naomi Klein e il movimento no global sino alle Tute bianche di Genova. Camille de Toledo sente il passato come un peso e il futuro come una sfida. Con genialità, leggerezza e un ben esercitato spirito critico chiede una cesura, un luogo da cui ricominciare. "Mi arrabbio ogni giorno per l'impudenza con cui i vecchi si dilungano e si allargano. Che muoiano, per la miseria, e che si portino dietro i loro ricordi, il loro stato, la loro liberazione sessuale, le loro rivoluzioni fallite, le loro disillusioni. Non ne vogliamo più sapere della storia che scrivono. Ecco la nostra!"