Libri di Cur Valery Paul Magrelli
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L'idea fissa Valéry Paul Magrelli V. (Cur.) - Adelphi, 2008 - Piccola Biblioteca Adelphi
Valéry affida la confessione, sotto forma di vivace dialogo, dei nodi intellettuali che lo avevano ossessionato e affascinato nel corso della sua esistenza. Compendio cristallino dei suoi sterminati interessi letterari, scientifici e filosofici, questo testo si presenta dunque come una sorta di repertorio tematico dei Quaderni. Sospinti dalla corrente delle loro idee, i due interlocutori parlano dei soggetti più diversi, psicologia, cosmologia, fisica, biologia, letteratura, medicina, con ipotesi e obiezioni che si susseguono incalzanti come le mani di una partita a carte. E non è tanto l'approfondimento dei singoli temi a interessarli, quanto il movimento stesso del loro pensiero, il bagliore inafferrabile dei loro processi cerebrali. Lontano quindi dalla rigida consequenzialità di un dialogo socratico, "L'idea fissa" seduce e sorprende non solo per il contenuto delle idee che i due protagonisti si scambiano o per i tesori che riportano alla luce dalle loro rapide incursioni nei più diversi territori dello scibile, ma anche per la sua forma espressiva, qualcosa di più di un saggio, o di un romanzo, o di un'operetta morale, quel suo "parlare semi-interiore, semi-articolato" nel cui ingranaggio l'io si frantuma e si dissolve, e dove il pensiero trova una sua sconosciuta, vitalissima agilità.
Le cimetière marine Valéry Paul Magrelli V. (Cur.) - Einaudi, 1997 - Scritt. Trad. Da Scritt. Serie Trilingue
"Un piccolo cimitero dove le bianche tombe risplendono tra i cipressi... Alla visione si intercalano e si fondono solenni pensieri sulla vita e sull'essere, simboleggiato dal mare, i cui abissi ci restano sconosciuti, e che ci offre coi suoi luminosi giochi l'immagine superficiale del mondo di cui dobbiamo accontentarci. Tra essere e non essere il confine è labile, tra il vivere transitorio e l'eternità del morire la distanza sembra ridursi, come fra il tutto e il nulla, ma solo perché la scrittura del poeta consacra, con incalcolabili parole, la serena malinconia del sapere" (dall'Introduzione di Giuseppe Sansone).