Libri di Marco Vecchiato
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L'ultimo guardiano d'aprile Vecchiato Marco - Cleup, 2022 - Narrativa
"Con le ossa rotte, con i denti spaccati, le viscere esposte, i neuroni intossicati, il corpo abdicato, la bocca incavernata in presidi di contenzione, le gambe inerti, il ventre molle, ingrassati di alcol e sonniferi, Maalox se lo stomaco non digerisce, il reflusso, i sogni abortiti, il pene che non si alza, la bandiera che non significa più niente, le malattie immaginarie, le pandemie mediatiche, le mascherine di paillettes e i soldatini che sparano. Marco Vecchiato è uno scrittore e un pittore. Scrive come dipinge e dipinge come scrive. La scena mai risolta, tanto meno descritta, larghe campiture vuote, soggetti spersonalizzati che espellono la narrazione del loro essere da sé stessi e, allo stesso tempo, inglobano la narrazione dell'essere altrui. E per altrui intendo: spazio tempo pensiero parole azioni oggetti caos morte". (dalla prefazione di Barbara Codogno)
Unter der Linden & Wayne Vecchiato Marco - Youcanprint, 2014 - Poesia
La dissolutezza della società moderna, la perdita della fiducia nell'uomo ma anche l'estrema solitudine nelle poesie caustiche di Marco Vecchiato, un territorio ostile dove perdersi e dove solo l'ironia potrà salvarci.
Marco Vecchiato. Morfologie del disordine. Catalogo della mostra (Modena, 18 settembre-3 ottobre 2026). Ediz. italiana e inglese Vecchiato Marco Dehò V. (Cur.) - Vanillaedizioni, 2026
Catalogo realizzato in occasione della mostra "Marco Vecchiato. Morfologie del disordine", a cura di Valerio Dehò, dal 18 settembre al 3 ottobre 2026 presso la galleria ArtEkyp di Modena. "Il lavoro di Marco Vecchiato sembra inserirsi in questa analisi: immergersi da artista in una prospettiva filosofica della tradizione greca per cui il Chaos è l'insieme indeterminato e disordinato degli elementi naturali che precede il Cosmos, cioè l'ordine, l'armonia, la bellezza come prodotto delle similitudini e dei rapporti misurabili (Pitagora). Questa ricerca di bellezza ha in sé le evidenze del logos, di un principio ordinatore che resta l'uomo nelle sue varie morfologie. Nella sua pittura questo si manifesta con l'emergere di figure semplici, minimali, che richiamano una presenza umana. In una texture informale, sorretta da colori aurorali, vi è l'annuncio di un mutamento..." (Valerio Dehò)