Libri di Salvo Vecchio
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Bondage Vecchio Salvo - Il Convivio, 2023 -
Percepiamo soltanto la nostra natura, insignificante e precaria, non possiamo fare altro che mascherarla dietro infiniti e tragici stereotipi. Proprio attraverso questo senso di impotenza e di dolore, nascosto dietro un inconsapevole bisogno di verità, nascono le parole della poesia, Esse, distese sul pericardio, battono sullo sterno, picchiano forte confondendo la logica razionale, poi diventano versi.
Zero. Geosynchronous orbit Vecchio Salvo - Algra, 2016
I pensieri di ciascuno di noi sono scritti nel profondo di ciò che resta delle nostre esperienze. La poesia è il risultato di quanto abbiamo provato e rielaborato, di uno o più vissuti che in qualche modo influenzano e scuotono quanto di sopito si nasconde dentro di noi. I pensieri diventano poesia quando escono fuori, talvolta confusi, convulsi o ineffabili, altre volte invece quando si mostrano reali, crudi ed esistenziali. La poesia si genera dentro di noi, spinta dai nostri sentimenti, permette la materializzazione di qualcosa di segreto e profondo o di un istinto primordiale manifestato in tutto il suo potenziale materiale e transigibile. Il mio "fare" poesia non è consacrato in inutili esercizi di stile, poiché essa è spontanea, selvaggia e naturale. Di essa si potrebbe affermare che vive prima di posarsi in forma di lettere sul foglio in cui viene scritta e che cerca di ripetersi quando suscita lo stesso stato d'animo anche in chi la legge.
Uno. Il mostro amore Vecchio Salvo - Algra, 2018
La poesia è purezza assoluta e allontanamento dalla realtà materiale. Nessuno di noi può scrivere del mondo se non riesamina se stesso, se non si rivela nella verità sfuggevole dell'esistenza. Il silenzio prima di tutto, poi l'abbandono alla perifrasi e al disfemismo. Mostrarsi a se stessi in uno scrivere compulsivo e schizofrenico, che accende il fuoco che dà luce all'oblio e si mostra prima come sentimento puro, amore sconfinato, emozione ingenua capace di distoglierci dalla realtà, poi come materia reale, paradossale, mostro meccanico che dissolve, consuma deteriorando. Un'Aletheia, dunque, che si frammenta nel linguaggio poetante, l'unico e solo possibile, nonché grande generatore dell'uomo. Questo «esserci attraverso il pensiero poetico» convive in ciascuno di noi con il suo opposto, anch'esso insito nel profondo oblio della nostra coscienza. Due forze opposte, una da dominare, l'altra da alimentare. Un nulla interiore e un desiderio frustrante di potenza. La purezza del pensiero che diventa essere e si manifesta come forza creativa, libera da ogni menzogna, rimane tale finché non si annulla nelle azioni umane spesso incontrollate e condizionate.