Libri di Patrizia Villani
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Luoghi e ombre Villani Patrizia - Mc, 2024 - Gli Insetti
Questa nuova raccolta poetica di Patrizia Villani si può idealmente leggere come un trittico dedicato al tema variegato dei luoghi e delle ombre, ma anche della gioia e della speranza. Tre sono infatti le parti che cadenzano icasticamente il libro, laddove i motivi ricorrenti - o le montaliane «occasioni» - si riversano da una sezione all'altra con la stessa eleganza e discrezione che caratterizzano l'operato della poetessa milanese. È significativo che tali epifanie siano vissute all'insegna di una flânerie di ascendenza sbarbariana, in cui anche la toponomastica ha effetti chiari e dirimenti, recuperando «dal fondo inaccessibile / una mappa fradicia». Lo stare «in disparte nel silenzio» costituisce non solo un'attendibile dichiarazione di poetica ma anche un imprescindibile «alfabeto di felicità nascosta». I frequenti riferimenti al mondo dell'infanzia e dell'adolescenza, così sfuggenti nella loro emblematicità, fanno di questa raccolta una sorta di inimitabile Bildungsroman teso a modulare l'apprendistato di una «vita stanca, persino quando è più felice». In tal senso la perizia metrica e stilistica che connota "Luoghi e ombre" si rapporta proficuamente a uno spettro di voci novecentesche dal tratto fortemente affabulatorio: da Machado a Reverdy, da Bonnefoy a Mario Luzi. Eppure il «grappolo di parole / che illumina forme nell'oscurità inquieta» non ha alcunché di salvifico, se non la consapevolezza di mancare al proposito di redimerci, «recitando / copioni che forse non abbiamo meritato». (p.d.p.)
Nido di mare Villani Patrizia - Moretti & Vitali, 2019 - Fabula
«"Nido di mare" è attraversato da un'inquieta, profonda mobilità, qual è quella del mare, una presenza che domina l'intero libro; una mobilità che agisce fra spleen stellare e, al contempo, come discesa vertiginosa nell'animo stesso dell'autrice, e i cui poli, continuamente oscillanti fra di loro, sono in sostanza costituiti dalla Memoria e dall'Immaginazione. Un viaggiare che trova proprio nella sua itinerante mobilità la sua raison d'étre. Molte, di fatto, le immagini emblematiche: a cominciare dall'acqua (ora ipnotica, ora densa di presagi), per arrivare fino all'angoscia del tempo ch'è mitico e mistico insieme. Patrizia Villani è alla ricerca di questo centro genetico che solo la parola poetica è forse in grado di fissare, ben consapevole che esso è insieme punto di arrivo e di ripartenza: senso profondo di rinascita e di catarsi (significativa, in tal senso, l'immagine metaforica della città veliero). L'acqua del mare diventa così, nel suo moto incessante, aspirazione a un'esistenza autre che, "sola e riparata", sappia fronteggiare quel désir fiammante quanto ostinatamente presente, pur tra scorie e scorze del volatile Presente. Il tutto servito da una lingua secca, fratta, ma anche flessuosissima, di forte presa visionaria, alla Coleridge, o, per riportarla a qualche nostro scrittore del secondo Novecento, alla Raffaello Brignetti (penso a libri indimenticabili come "Il gabbiano azzurro" e "La spiaggia d'oro") o anche a certe movenze imprevedibili che si ritrovano nella poesia di Cattafi, un poeta qui presente intertestualmente. Da qui la "risacca" dei ricordi (in primis quello paterno), la nostalgia di tempi più felici nel fluire di realtà personalmente esperite e realtà intrasognate, fra esperienze realmente vissute e altre rivissute per via fantastica. La disamina insomma, su quanto si è perduto e su quanto - rivivendolo con la scrittura - viene proustianamente ricreato. "Nido di mare" è libro denso, ambizioso e assiale nell'opus della Villani, abbagliante per la ricchezza di riferimenti e di "ritrovamenti", tendenti all'aspirazione estrema di una sorta di armonia universale, per la quale anche un singolo "granello" può colmare l'anima del mondo, pur nella sua eterna, inquieta caducità, quell'evanidum gaudium di senechiana memoria.» (Luigi Fontanella)
Sulle tracce dell'America Villani Patrizia - Moretti & Vitali, 2016 - Fabula
"Sulle tracce dell'America" è un viaggio epico e drammatico nel mito americano nel desiderio della terra promessa e di una frontiera simbolica da raggiungere e oltrepassare (...poi girando pagina salti a bordo/del lungo treno merci pieno di bestiame/che percorre fischiando le vene dell'America/e insieme andiamo, perché veda coi miei occhi...) e incarna le molte e controverse componenti della cultura di questo paese nelle figure leggendarie, crudeli o meravigliose, che ne hanno popolato storia e letteratura - l'est delle grandi città e i famosi personaggi dei romanzi noir, il "selvaggio West", avventurieri, poveri vagabondi e infine gli indiani d'America, eredi naturali di un territorio e di un modo di vita che hanno perduto per sempre. Il libro (che inizia con il passato e la scoperta e ci porta verso un'America ideale) è suddiviso in quattro sezioni dal titolo in inglese - a significare l'intenso e inscindibile legame con questa lingua che rimane, viva e vitale, a sostrato dei versi - e rappresenta un universo poetico aperto al Nuovo Mondo (partire verso un mondo nuovo/legare est e ovest, toccare il cuore/di un continente d'immaginazione:/ ci accompagneranno in questo viaggio/le voci che amiamo ricordare) i cui testi, di volta in volta epici e narrativi o lirici, costruiscono un intreccio di figure che riportano in vita il sogno struggente di intere generazioni, senza dimenticare la realtà spesso ingiusta e sanguinosa di un melting pot mai davvero realizzato.