Libri di Eugenio Viola Gianni
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L'ombra del maestro e altri racconti dell'invisibile Viola Gianni Eugenio - La Lepre Edizioni, 2020 - Visioni
Un prestigiatore da circo che conosce il segreto per trasformare il piombo in oro, un celeberrimo scrittore che si rivela essere solo un'ombra, una misteriosa locanda che ospita un convegno di immortali alchimisti, una medium che sa far materializzare le anime dei defunti, un patto col diavolo per assicurare fama imperitura alla propria opera, lampadine magiche che rivelano l'aspetto soprannaturale delle cose... Questi racconti si svolgono tutti sull'esile confine che separa il mondo visibile da quello invisibile, narrano l'irruzione di un elemento perturbante, che sconvolge il quieto svolgersi della vita di tutti i giorni, rivelando l'esistenza di una dimensione sconosciuta e inquietante, che costringe sia i lettori che i protagonisti a modificare la loro visione del mondo. Con i suoi racconti Viola ci mostra, come Amleto, che ci sono più cose in cielo e in terra di quante non ne sogni la nostra filosofia.
L'autunno del futurismo. Dal tattilismo all'aeropittura Viola Gianni Eugenio - Biblioteca D'orfeo, 2018 - Meteore
Benché privato dalle vicende belliche di alcuni tra i suoi più signi cativi esponenti (Boccioni e Sant'Elia tra gli altri) il Futurismo di Marinetti continuò nel primo dopoguerra nella sua ricerca di nuove forme espressive. Alcune, come il Tattilismo, erano anche ironiche (o proprio ludiche) e provocatorie. Suscitarono comunque interesse anche per il confronto con il Dadaismo di Tzara, Breton e Aragon, movimento nato a Zurigo nel 1916 che nel 1919 si era trasferito a Parigi. Proprio a Parigi in una tumultuosa serata del febbraio 1921 presso il Teatro dell'Oeuvre (caro a tutte le audacie, a cominciare da quelle dell'Ubu Roi di Jarry) futuristi e dadaisti si confrontarono con la lettura del manifesto del Tattilismo e al suono degli intonarumori (in un concert bruitiste cioè 'rumorista' che valse da detonatore). Dopo il Tattilismo vennero l'Aeropittura e l'Aeropoesia: nell'avanguardia europea trionfava il Surrealismo che tuttavia in Italia per le sue scelte politiche non poteva attecchire. Sicché il Futurismo un poco alla volta ebbe anche una funzione di supplenza verso le esperienze internazionali e dalle sintesi aeree - spesso non comprese - riuscì anche ad accreditare l'informale.