Libri di Jan Westerhoff
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Dodici esempi di illusione Westerhoff Jan - Astrolabio Ubaldini, 2023 - Civiltà Dell'oriente
Secondo il pensiero buddhista, i fenomeni che percepiamo nel mondo e che costituiscono l'esperienza umana hanno, in ultima analisi, una natura illusoria: sono simili a un trucco di magia, alla luna riflessa nell'acqua, a un sogno, un'eco o un miraggio. La disquisizione sulle illusioni gioca un ruolo fondamentale nella letteratura della "Perfezione della saggezza", perché quei testi affermano che fra l'esistenza dell'illusione e l'esistenza della sofferenza c'è una stretta correlazione. Nella visione buddhista, l'esistenza della sofferenza non è una caratteristica necessaria del mondo, né la conseguenza di un fatto specifico del passato (come, ad esempio, la caduta di Adamo), ma è dovuta piuttosto a un errore intellettuale che travisa il modo in cui le cose esistono. La sofferenza è prodotta da una visione errata del mondo, talmente inerente al nostro modo abituale di pensare che non siamo più consapevoli della sua natura prospettica. Westerhoff prende le mosse da un'enciclopedia tibetana del XVIII secolo ed esplora in modo approfondito ciascuno dei dodici esempi di illusione da essa elencati: le illusioni magiche, la luna riflessa nell'acqua, le distorsioni visive, i miraggi, i sogni, gli echi, la città dei gandharva, le illusioni ottiche, gli arcobaleni, i fulmini, le bolle d'acqua e il riflesso nello specchio. Il testo, caratterizzato da un linguaggio chiaro e accessibile a un vasto pubblico, si avvale dei contributi di numerose discipline, tra cui la filosofia e le scienze cognitive, la storia della scienza, l'intelligenza artificiale, l'ottica, l'economia e la teoria letteraria, gettando luce sulla complessa relazione fra realtà, apparenza, percezione e inganno. Penetrando a fondo nel significato di ognuna di queste immagini dell'illusione, si comprende meglio come lo scopo del buddhismo sia giungere a un completo cambiamento del modo in cui percepiamo e concettualizziamo i fenomeni. È la via per recidere l'ignoranza e dissipare ogni sofferenza.
Nâgârjuna. Un'introduzione alla filosofia della Via di mezzo Westerhoff Jan - Astrolabio Ubaldini, 2022 - Civiltà Dell'oriente
Il filosofo indiano Nâgârjuna, vissuto probabilmente nel II secolo d. C. nel Deccan orientale, è stato uno dei più grandi pensatori nella storia della filosofia dell'Asia e il fondatore della scuola Madhyamaka (Via di mezzo). Considerato tra gli iniziatori del buddhismo mahâyâna, ha elaborato filosoficamente il concetto della 'vacuità' (?ûnyatâ) di tutti i fenomeni, essenziale nei testi della Prajnâpâramitâ, la più antica letteratura mahâyâna. Nâgârjuna si considera il difensore di una visione ben precisa, definendosi con l'espressione ?ûnyatâvâdin, 'colui che segue la posizione della vacuità'. Per un esponente del Madhyamaka, il senso principale dell'affermazione di essere un seguace della 'Via di mezzo' è per eccellenza la comprensione della vacuità come termine mediano tra eternalismo e nichilismo. Tutte le cose sono prive di un'esistenza propria, sono quindi esistenti secondari, costruzioni concettuali derivanti da cause e condizioni originate in modo dipendente. Non vi è nulla che non sia una mera costruzione concettuale. In linea con la tradizione buddhista, il pensatore indiano rifiuta anche la concezione di un sé individuale definito come una sostanza, un fattore unificante della vita mentale che è immutabile, distinto dal corpo e dagli stati psicologici. Sono inoltre presentati e discussi temi quali la causalità, il movimento, l'epistemologia e il linguaggio. Finora gran parte delle pubblicazioni su Nâgârjuna ha affrontato gli aspetti filologici, storici o religiosi delle sue opere; questo testo si propone invece di analizzare l'aspetto filosofico dei suoi insegnamenti, esaminare le reali e possibili obiezioni alle sue posizioni, valutare quali argomentazioni sono valide e possono essere sostenute, e a quali conclusioni filosofiche si arriva. La solidità delle affermazioni di Nâgârjuna è messa alla prova e le sue riflessioni sono intese come un progetto filosofico unitario, i cui diversi elementi sono connessi in modo non sempre evidente. Nâgârjuna è innanzitutto un pensatore profondo e la sua filosofia costituisce un motivo di interesse universalmente valido. Westerhoff descrive accuratamente il suo pensiero e lo rende accessibile anche a chi abbia poca o nessuna dimestichezza con la filosofia indiana.