Libri di Joy Williams
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L'ospite d'onore. Racconti scelti Williams Joy - Edizioni Black Coffee, 2017
"Poco nota in Italia, Joy Williams è universalmente riconosciuta come una delle maestre del racconto americano insieme a scrittori come Raymond Carver, John Cheever, Grace Paley e Ann Beattie. 'L'ospite d'onore' riunisce gran parte dei racconti, alcuni apparsi in precedenti raccolte, altri inediti, composti dall'autrice nell'arco di quasi cinquant'anni. Le sue storie ruotano tutte intorno a un momento di trasformazione, che spesso ha luogo al di fuori della pagina scritta e di cui intravediamo solo un barlume: il mistero ribolle in superficie, per un istante, e poi torna a inabissarsi. Il mondo di Joy Williams è pervaso di un orrore esistenziale, che tuttavia trova redenzione in lampi di feroce umorismo. Che siano ambientate nei paesaggi riarsi del sud-ovest, in una piccola isola al largo delle coste del New England o del Massachusetts, o ancora, in un'auto malconcia che sfreccia su un'interstatale polverosa, le sue storie mettono a nudo l'inadeguatezza umana dinanzi al cambiamento e alla perdita. Leggerle è come affacciarsi sull'orlo di un precipizio: spaventoso e al contempo illuminante".
L'altro bambino Williams Joy - Edizioni Black Coffee, 2019
Questa è la storia di Pearl. La trama non conta. Del resto il mondo tangibile si dissolve davanti ai nostri occhi subito dopo le prime righe, mentre la osserviamo sorseggiare un gin tonic seduta nel bar di un hotel in Florida, con il figlio neonato, Sam, posato nell'incavo del braccio. Sta riflettendo che bere la aiuta. La aiuta a vedere le cose che la circondano più lucidamente e a tener fede al suo proposito di fuga, dal marito violento e dall'isola - luogo di follia e dolore - che la famiglia di lui chiama casa. Ma non andrà lontano: l'isola tornerà a reclamarla minacciando la sua già fragile percezione del reale e spingendola a dubitare della natura stessa del suo bambino. Bianco e nero, bene e male, nascita e morte si mescoleranno in una danza macabra di cui solo le creature innocenti, i bambini e gli animali, conoscono i passi, e di colpo la storia di Pearl non è più solo sua, ma di chiunque conosca il terrore di stare al mondo. Introduzione di Karen Russell.
I Vivi e i morti Williams Joy - Nutrimenti, 2010 - Greenwich
Accecante inno alla provvisorietà dell'essere, ispido tributo al disallineato genio dell'adolescenza, "I vivi e i morti" racconta, nella cornice dell'aspro deserto del Sud-ovest americano, le assurde vicende di Alice, Corvus e Annabel, sedicenni orfane di madre, amiche per caso, eroine loro malgrado nella tragedia della loro vita. Alice non ha mai conosciuto i genitori: dopo la morte della madre, in un incidente aereo, ha sempre vissuto con i nonni, scoprendo solo da grande che il fratello maggiore era in realtà il padre. Ecologista militante, vegetariana, preferisce di gran lunga gli animali agli uomini. Corvus fa del lutto una ragione di vita; ha da poco perso i genitori in un bizzarro incidente d'auto e, dopo aver dato fuoco alla casa ed essersi ritirata in una roulotte con il suo cane, sembra sprofondare in un'indolenza da cui la scontrosa Alice tenta di liberarla. Annabel, la più aggrappata alla vita delle tre, invece, sembra solo una vanitosa intenta a prendersi cura della sua pelle. Intorno, una parata di personaggi che compaiono e scompaiono a formare un'obliqua rete di dipendenza, fiducia e sospetto. Nel silenzio occhiuto del deserto tutto è sulla difensiva, combattivo, deciso a vivere a ogni costo; tutto è e rimane confine, paranoie di vivi già morti e di morti che tornano in vita, e il silenzio è ogni tanto squarciato da qualche mentecatto che si diverte a sparare ai cactus, onnipresenti sentinelle e miraggio di immortalità.