Libri di Wondratschek Wolf
Bibliografia di Wondratschek Wolf: tutti i libri in vendita online
Autoritratto con pianoforte russo Wondratschek Wolf - Voland, 2021 - Intrecci
Vienna, due uomini si incontrano in un caffè: Suvorin, anziano pianista russo in esilio che ha rinunciato alla carriera perché infastidito dal suono degli applausi, racconta la sua vita a un anonimo scrittore austriaco. Un monologo sulla nostalgia in cui si mescolano un passato fatto di bellezza, sogni e amore - ma anche del progressivo imbarbarimento della patria abbandonata - e un presente in cui non restano che fantasmi e note perdute. Wolf Wondratschek cerca di rispondere, con uno stile in bilico tra musica e letteratura, alla domanda atavica su cosa sia la perfezione e quale il prezzo da pagare per raggiungerla.
Mara. Autobiografia di un violoncello Wondratschek Wolf - Ponte Alle Grazie, 2005 - Romanzi
Uno dei più preziosi violoncelli del mondo racconta la sua storia in prima persona. Costruito nel 1711 da Antonio Stradivari a Cremona, deve il suo nome al primo proprietario conosciuto, Giovanni Mara, geniale ma alcolizzato, che lo venderà per pagare i propri debiti e che Mozart aveva definito "un violoncellista squallido". Trascorsa buona parte dell'Ottocento in Inghilterra, esibito in noiosi concerti da salotto, nel 1910 Mara si ritrova in Argentina dove, nel 1954, vive la sua peggiore disavventura, fungendo da scialuppa di salvataggio durante un naufragio. Oggi, di proprietà di un industriale tedesco e affidato al violoncellista austriaco Heinrich Schiff, ha un unico rimpianto: che Mozart non abbia composto nulla per lui.
Mara. Autobiografia di un violoncello Wondratschek Wolf - Tea, 2008 - Teadue
Uno dei più preziosi violoncelli del mondo racconta la sua storia in prima persona. Costruito nel 1711 da Antonio Stradivari a Cremona, deve il suo nome al primo proprietario conosciuto, Giovanni Mara, geniale ma alcolizzato, che lo venderà per pagare i propri debiti e che Mozart aveva definito "un violoncellista squallido". Trascorsa buona parte dell'Ottocento in Inghilterra, esibito in noiosi concerti da salotto, nel 1910 Mara si ritrova in Argentina dove, nel 1954, vive la sua peggiore disavventura, fungendo da scialuppa di salvataggio durante un naufragio. Oggi, di proprietà di un industriale tedesco e affidato al violoncellista austriaco Heinrich Schiff, ha un unico rimpianto: che Mozart non abbia composto nulla per lui.